Personaggi importanti della politica e dell’economia ticinese (RSI dixit) si sono radunati nel pomeriggio del 14 giugno nello storico ritrovo di Melide, sito che ha già visto passare, anni fa, la “Carovana della libertà” del compianto duo Bignasca Maspoli, che bloccò l’autostrada.

Hanno copiosamente brindato alle vittorie nelle urne ticinesi: “Neutralizzazione” dei valori di stima, “Nonassicurazione” delle cure dentarie e non da ultimo il risicato sì cantonticinese all’iniziativa “Per la sostenibilità” (UDC e Lega) o “Per il Caos” (per il rimanente spettro politico federale). Grandi sorrisi della signora Maderni e del signor Gehri, sorriso addirittura splenDente del presidente dell’Ordine dei dentisti ticinesi. Grande lezione di economia “a gratis” del Professor Pamini! Alzata generale di flûtes di champagne come con il calice alla messa, con al centro (!) in bella mostra, all’estrema destra nel Gran Consiglio, il capogruppo UDC Bühler, consacrato di recente a questa carica dal presidente dell’UDC ticinese Marchesi, dopo aver esonerato lo storico condottiero “Otello” Morisoli e relegata anche la brava fante Soldati.

Tanto ridere nella casa della Destra nostrana per non dover piangere la loro sconfitta a livello federale, dove le città (compresa, ma guarda un po’, addirittura Lugano!!) e la Svizzera romanda hanno battuto il nuovo “Sonderbund” delle campagne e dei cantoni dominati dall’UDC, con in testa Appenzello interno e Svitto, due cantoni caratterizzati dalla presenza di immigrati molto facoltosi, Svizzeri e non, e da contadini pronti a riunirsi di nuovo per la battaglia allo Stoos 2.0 contro i “nuovi balivi”, non più degli Asburgo, bensì dell’UE.

Vodese d’origine, sono fiero che il Canton Vaud, al contrario del cantone della mia gioventù, San Gallo, e di quello nel quale da quarantacinque anni abito e lavoro, il Ticino, abbia contribuito alla disfatta di questa iniziativa profondamente disumana.

Nel prossimo futuro non vedrò di nuovo sorgere le baraccopoli della mia gioventù, dove veniva ai tempi alloggiata la “forza lavoro”, le braccia che erano state chiamate per poi vedersi arrivare uomini, come diceva Max Frisch.

I miei nipoti potranno giocare tranquillamente e frequentare assieme la scuola con la figlia dei loro vicini di casa, originari dell’Ungheria, i quali non saranno costretti a nascondere la figlia. Io invece dovevo giocare di nascosto con la figlia dei nostri vicini di casa di origini calabresi: solo il padre di famiglia era “regolare” perché in possesso di un contratto di lavoro.

James Schwarzenbach, rampollo di una famiglia di industriali del tessile, così come cinquantotto anni dopo Thomas Matter, proprietario di una banca privata, ambedue Zürcher (zurighesi), volevano proteggere la “loro” Svizzera dall’inforestieramento e conservarla “sostenibile”: farla diventare la loro eterna Swissminiatur in natura.

Walter Benjamin scrisse cent’anni fa che non possiamo lasciare la “Heimat”, la Patria, alla destra. La maggioranza degli Svizzeri che si è recata alle urne il 14 giugno gli ha dato ragione. Ma attenzione: la madre di tutte le iniziative xenofobe è sempre incinta!