Sono da poco ritornato da un viaggio all’Avana. Il motivo era partecipare al “Primero de agosto habanero”. Quest’anno l’ambasciatore svizzero all’Avana, l’amico Stefano Vescovi, “our man in Havana”, ha voluto invitare i suoi ospiti nell’antico convento del Belén nella Habana Vieja, trasformato in un centro per persone anziane. Il Centro Sociale Onsernonese (CSO) lavora su un progetto di gemellaggio con “el Belén”. Così ho potuto incontrare tante persone in varie istituzioni. Tante sono le mie impressioni, molto contrastanti, come si presenta anche la capitale cubana in questo periodo mas que especial.

Non è mia intenzione procedere a delle analisi approfondite della situazione: mi mancherebbero le conoscenze necessarie per farlo. Rimando agli articoli dell’amico Roberto Livi nel “Manifesto” e in questi Quaderni, nonché al suo ultimo libro (vedi recensione a pag. 29), testi che mi hanno permesso di posizionare meglio il mio recente vissuto cubano. Trump ha dichiarato all’ONU che Cuba sarebbe uno stato fallito destinato a crollare. Le mie poche recenti esperienze cubane mi permettono di contradirlo: los Gringos no pasaran! Cuba soffre, più che mai, del bloqueo, che dura da oltre 65 anni, e che l’aggiunta del blocco pressoché totale dell’approvvigionamento in petrolio ha reso ancora più micidiale. Ma Cuba lotta, oppone una resistenza paragonabile a quella della guarnigione di una città medievale assediata. La speranza di Trump e Rubio è che il popolo cubano portato alla disperazione si rivolti contro il governo oppure chieda un “intervento umanitario” (dei Marines?). Ho incontrato molte persone critiche nei confronti del governo, ma non era mai nemmeno minimamente questione di “ir con los Gringos”, tornare a colonia e bordello US-americano.

La Dr.a med.Yanailys Gonzalez Rodriguez, la direttrice del Belén, in una sua tesi anni fa’ discuteva tre scenari di evoluzione possibile. Si è avverato il peggiore: una crisi energetica, sia per la produzione di elettricità – prodotta in gran parte con delle vecchie centrali termoelettriche a petrolio – che per la circolazione con conseguente calo della produttività interna, un crollo pressoché totale del turismo e la difficoltà di mantenere gli servizi offerti come la libreta – la tessera che dava accesso ai beni di prima necessità – e la sanità. Piuttosto che Kassandra, l’amiga Yanailys rappresenta l’esempio della Cubana resiliente, coraggiosa innovativa, flessibile, capace di affrontare e superare per lei e per le oltre 700 persone anziane affidate a lei le difficoltà tra apagones (interruzioni della fornitura di corrente elettrica), mancanza d’acqua, alimenti deperiti con i frigo fuori uso e tutto questo con le temperature dell’estate cubano e in assenza di climatizzazione. Immaginiamoci un momento la Svizzera con un blocco economico pluridecennale dalla parte della Germania al quale si aggiunga uno stop di ogni fornitura di petrolio: ci saremmo già arresi da un pezzo.

Yanailys resiste con un salario corrispondente a 25-30 dollari quando un cartone di trenta uova – se si riesce a trovarle – costa l’equivalente di sei dollari. Senza l’aiuto di suo marito, che fa parte di una cooperativa di falegnami, non potrebbe sopravvivere, a meno di trovarsi un lavoro accessorio, abbandonando in parte chi le è affidato. La sua capoinfermiera è recentemente emigrata in Brasile assieme alla figlia. Con l’esodo di queste giovani ben formate, la situazione per le persone semplici e anziane diventa sempre più drammatica. Mai in passato a Cuba si vedevano persone di ogni età rovistare nei mucchi di rifiuti – i camion per portarli via sono fermi – alla ricerca di resti di cibo o di materiale (alluminio) da riciclare. Poi vedi la gente con los dolares, ottenuti da parenti a Miami o frutto di commercio e di traffici di ogni tipo, spesso anche illeciti. Ho l’impressione che il mercato nero non sia mai stato così fiorente come adesso: se hai dollari trovi tutto: dall’aragosta alla bellissima jinetera, come vengono chiamate le prostitute, spesso molto giovani. Che l’hamletico “To be or not tu be” nella versione cubana 2026 sia “Dolares o no dolares”? Trump e Rubio gongolano. 

La solidarietà fattiva di organizzazioni come MediCuba, molto attiva e presente nell’equipaggiare ospedali con panelli fotovoltaici e con la fornitura di pace-maker e altro materiale medico, e “Gruppo Matanzas”, che dal Kantonsspital San Gallo trasferisce tanto materiale e sapere medico all’ospedale di Matanzas, AMCA, sempre presente e spesso in stretta collaborazione con MediCuba, e ASC Ticino con le sue “maletas solidarias” è tangibile e aiuta Cuba a resistere, in attesa che a Trump e Rubio si presentino altre gatte più toste da pelare e che con l’aiuto della Cina la trasformazione energetica renda “La Perla dei Carabi” meno vulnerabile agli attacchi micidiali del nemico US-americano, con i suoi ricatti nei confronti dei pochi paesi amici di Cuba rimasti e con le criminali predazioni degli amici di Trump delle scarse ricchezze naturali di Cuba, cioè nickel e cobalto.

“La solidaridad es la ternura des pueblos” (il collega e compagno Ernesto Guevara de la Serna, “el Che”). Cuba ne ha bisogno, più che mai!