
Durante il Sessantotto, questo libro era un’opera cult a cui molti si riferivano. Più tardi fu poi largamente dimenticata, altro sintomo della scomparsa di un vero movimento antiimperialista nei paesi occidentali. Viene oggi ripubblicata, in quanto con gli spaventosi e tragici avvenimenti a Gaza, riacquista purtroppo grande attualità. Frantz Fanon (1925-1961), nato alla Martinica, formatosi in Francia, laureato in medicina e in filosofia, si specializzò in psichiatria lavorando sia in Francia che in Algeria. I Dannati della terra è il suo libro principale, anche se non l’unica sua opera importante.
Partendo soprattutto, ma non solo, dall’esperienza algerina, Fanon analizza in modo approfondito il sistema coloniale e soprattutto, da grande psichiatra, l’influenza che questo ha avuto sulla psiche delle persone. Quest’aspetto viene molto sottolineato da Jean-Paul Sartre nella sua prefazione, che anzi estremizza un po’ il concetto di “disumanizzazione”, analizzata e approfondita da Fanon, e della rivolta violenta che ne consegue, quasi come terapia liberatoria.
La tesi di Fanon, ritornata in auge e discussa spesso dopo il massacro compiuto da Hamas il 7 ottobre di due anni fa, è che la violenza quotidiana esercitata in mille modi dalla struttura coloniale sui popoli indigeni, porta quest’ultimi a poco a poco a “disumanizzarsi”, nel senso di perdere i freni che normalmente le persone hanno rispetto a commettere atti violenti, che poi possono quindi coinvolgere tutte quelle persone che rappresentano, in modo diretto o indiretto, il potere coloniale, anche se nel caso singolo possono essere del tutto innocenti.
Fanon descrive questa “degenerazione provocata dal colonialismo alle sue vittime” in modo approfondito, ma molto concretamente senza perdersi in speculazioni intellettualistiche, che potrebbero complicare la comprensione del fenomeno. Diversi analisti della sinistra radicale hanno perciò recuperato quest’opera di Fanon con il tentativo, se non di giustificare, però almeno di rendere “comprensibile” la grande violenza con cui Hamas il 7 ottobre di due anni fa ha realizzato in modo indiscriminato, anche verso vittime civili, il suo massacro.
In questa opera, ma soprattutto in alcune sue altre, Fanon analizza in modo lucido anche le derive del nazionalismo ed i paradossi del postcolonialismo, fenomeni che rimangono di grande rilevanza ancora oggi, non da ultimo di fronte alle problematiche create dall’arrivo di molti immigrati dal Terzo Mondo.

