Il libro è da pensare, tanto che ritorna a Marx del Capitale e dei Grundrisse.

Si discute di una desiderata “buona vita comunitaria”: sembra qualcosa di intrinseco alla vita dell’uomo dagli albori della storia. È possibile negare un obiettivo di felicità, di relazione armoniosa con l’altro, di sentimenti non individualistici, ma comunitari? Sono aspettative umane che necessariamente ritornano e che sfidano ogni conteso storico-sociale. La proposta qui è fortissima, utopica e radicale, di ribaltamento completo del presente: un comunismo umanistico. Marx nelle opere è continuamente umanista: nella sua società ideale c’è l’Uomo.

Grande pregio è il capitolo “Il Cristianesimo come radice umanistica del comunismo”: i principi umanistici cristiani sono alla base della stessa idea di comunismo. Si ricorda che la Chiesa si è spesso espressa con i Vangeli e con le encicliche sociali del Novecento contro la proprietà privata dei mezzi di produzione.

Grande pregio è anche muovere delle critiche a Marx e ai marxismi di ogni qualità. Il Nostro è intrinsecamente umanista nelle opere avendo come obiettivo l’uomo, ma, ingolfato dagli studi sulle forze produttive e dal contesto storico di crescente scientismo-positivismo, alla fine mette davanti il Proletariato come soggetto centrale e antagonista del capitale. Per pochi studiosi la classe proletaria non ha la titolarità esclusiva della possibilità di cambiare il modo di produzione capitalistico: la dialettica storica è carente.

Per i giovani lettori curiosi è sicuramente il momento (ma è sempre il momento di una storia infinita) di pensare in modo utopico, di pensare a ciò che ancora non c’è. Il momento è sostanzialmente filosofico, come lo ha percorso Marx allievo di Hegel. Non si può, per esempio, evitare la causa principale della sofferenza: la proprietà privata. Quindi evitare le visioni di una economia comunitaria possibile. Una definizione di comunismo è questa: il comunismo non consiste in altro se non in un modo di produzione ideale conforme alla natura umana, in grado di realizzare quella armonica convivenza comunitaria di cui gli uomini, per natura, hanno bisogno appunto per la loro stessa realizzazione.