Il lavoro come terreno di dignità e di conflitto, di precarietà e di resistenza. Il lavoro come spazio politico, umano, collettivo. È da questa consapevolezza che nasce “CINEMA E LAVORO – Immagini di lotte e di futuro”, la nuova rassegna cinematografica promossa dall’Unione sindacale svizzera USS Ticino e Moesa, in collaborazione con tutte le sue federazioni sindacali.

Attraverso quattro film e altrettanti momenti di dibattito, la rassegna vuole offrire uno sguardo lucido e partecipe sul mondo del lavoro contemporaneo: le sue trasformazioni, le sue ingiustizie ma anche la sua capacità di generare solidarietà, organizzazione e sogni di cambiamento.

«Abbiamo scelto il cinema perché sa far parlare il lavoro come pochi altri linguaggi: sa andare oltre i numeri, le statistiche e le descrizioni teoriche, per entrare nel cuore delle esperienze quotidiane di chi lavora. Il cinema mette al centro i volti, le storie, le emozioni e le contraddizioni che spesso restano invisibili», spiega Nicole Rossi, segretaria sindacale di USS Ticino e Moesa. «Ogni film sarà il punto di partenza per un dialogo con lavoratori, sindacalisti ed esperti: per capire come le sfide raccontate sullo schermo si riflettono nella realtà di oggi. In questo modo il cinema diventa uno strumento non solo culturale, ma anche sociale: un mezzo per osservare, ascoltare e discutere il lavoro in tutte le sue dimensioni, facendo emergere prospettive spesso trascurate e creando connessioni tra esperienza personale e contesto collettivo.»

La rassegna si apre domenica 19 ottobre alle ore 17:00 al Cinema Corso di Lugano, in collaborazione con il Film Festival Diritti Umani Lugano (FFDUL).

In programma “Les Vies D’Andrès”, film ispirato a un romanzo di B. Traven, che racconta la parabola di un camionista europeo contemporaneo, moderno alter ego del carrettiere messicano Andrès Ugalde del primo Novecento.
Intrappolato nella corsa al profitto, Andrès diventa l’ingranaggio di un sistema che logora i suoi stessi lavoratori. Un ritratto amaro ma profondamente umano di chi, dentro l’economia globalizzata, tenta di non perdere sé stesso.

A seguire, dibattito con Nara Valsangiacomo, presidente di Pro Alps, sul tema del lavoro e della dignità, sull’alienazione delle lavoratrici e dei lavoratori e sulle alternative possibili.

Il secondo appuntamento, domenica 16 novembre 2025 alle 16:00 al Cinema Forum di Bellinzona, in collaborazione con UNIA Giovani, propone “Portuali”.
Il film racconta la lotta politica del C.A.L.P. – Collettivo Autonomo Lavoratori Portuali di Genova, tra il 2019 e il 2023: scioperi contro la “nave delle armi”, vertenze per la sicurezza sul lavoro, l’antimilitarismo come scelta etica, la ricerca di un sindacato capace di ascoltare le nuove generazioni di lavoratori.
È un racconto corale, dove la solidarietà diventa forma di resistenza, e il porto – luogo simbolico
di arrivi e partenze – si trasforma in laboratorio di democrazia dal basso.

Il viaggio prosegue domenica 1º febbraio 2026 (luogo e orario da definire) con “The Pickers”, in collaborazione con UNIA Migranti.
Un documentario che attraversa i campi d’Europa dove si raccolgono i frutti che arrivano ogni giorno sulle nostre tavole: arance in Italia, fragole in Spagna, mirtilli in Portogallo, olive in Grecia.
Protagonisti sono lavoratori migranti come Seydou, dal Mali, che vive in una baracca senza acqua né elettricità, pagato a cottimo, senza contratto e senza diritti. Il film denuncia le  condizioni di sfruttamento agricolo che coinvolgono oltre due milioni di persone nel continente, ma mostra anche la loro dignità, la solidarietà che nasce tra chi condivide la stessa fatica e la stessa speranza di riscatto.

La rassegna si chiude domenica 8 marzo 2026 al LUX Art House di Massagno (orario da definire), in collaborazione con il Gruppo Donne USS.
In programma “7 minuti”, film di Michele Placido ispirato a una storia vera: undici donne di una fabbrica tessile si trovano di fronte a una decisione cruciale. La nuova proprietà chiede di firmare un accordo che prevede una clausola apparentemente innocua, ma che rischia di compromettere la dignità e i diritti di tutte. Nella sala del consiglio di fabbrica si accende un confronto intenso, dove emergono paure, ricordi e speranze. È un film che interroga il valore del lavoro, della solidarietà e del tempo che vale più del profitto.


Un cinema che parla di noi

“Cinema e lavoro” non è solo una rassegna, ma un invito alla riflessione collettiva. Ogni proiezione diventa un’occasione per guardare il mondo del lavoro da prospettive diverse: attraverso lo sguardo dei registi, che raccontano storie spesso invisibili, e le testimonianze degli ospiti, che portano esperienze concrete e punti di vista critici. È un’occasione per interrogarsi sul senso del lavoro oggi, tra precarietà e innovazione, tra diritti da difendere e nuove possibilità di giustizia sociale, tra sfide quotidiane e grandi trasformazioni globali.

La rassegna propone un percorso che intreccia memoria e futuro, unendo il passato delle lotte e delle conquiste sociali alle domande e ai bisogni del presente. Dentro e fuori lo schermo, il cinema diventa così uno strumento per ascoltare, capire e discutere, stimolando il dibattito su ciò che significa lavorare, vivere e costruire comunità. Perché il lavoro, come il cinema, continua a raccontarci chi siamo, a far emergere le nostre contraddizioni e a indicarci chi possiamo e vogliamo diventare.