Con l’ordine presidenziale esecutivo 14.404 il presidente Trump, lo scorso 1° maggio, aveva dato al suo braccio armato (contro Cuba) Marco Rubio la licenza di mettere sotto sanzione tutto quello che, a suo dire, costituiva un pericolo per gli Usa. Rubio ne ha fatto un uso cinico, spietato e criminale. Tutto quanto serve per mantenere in vita (seppur agonica) Cuba e i suoi cittadini è stato messo sotto tiro da quasi 200 tra sanzioni e misure punitive decise dal segretario di Stato.

L’ultima è entrata in vigore mercoledì 30 settembre, ed è diretta a affossare il pacchetto di 176 riforme economiche decise dal governo cubano per attirare investimenti esteri e per rilanciare l’economia dell’isola ampliando il ruolo del mercato e degli imprenditori privati.

L’ufficio per il controllo delle attività straniere negli Stati Uniti (Ofac) ha annunciato che da questa data le istituzioni bancarie soggette a giurisdizione statunitense hanno il divieto di aprire o mantenere conti di cubani considerati imprenditori del settore privato

Questa misura punitiva modifica un’ autorizzazione dell’amministrazione Trump emessa nel maggio del 2024 con lo scopo di sostenere il settore privato a Cuba mentre colpiva quello statale. Insomma una misura politica. Che da mercoledì viene cancellata sempre per scopi politici, visto che il governo cubano ha già deciso di ampliare il ruolo dell’economia non statale per cercare di uscire dalla crisi.

Ma, come sempre in passato, la nuova misura ha un - illegale - aspetto extraterritoriale che può colpire ulteriormente le migliaia di medici cubani che lavorano all’estero, inclusi i circa 500 operatori sanitari cubani che lavorano in Calabria.

L’ultima sanzione prevede l’eliminazione delle operazioni finanziarie chiamate “U-turns”: quelle che potevano processare determinati trasferimenti che in qualche modo coinvolgevano Cuba o cittadini cubani, sempre che tali operazioni cominciassero e finissero fuori dagli Stati Uniti. Dal 30 settembre questa autorizzazione sparisce.

Non solo, l’Ofac ha ampliato la proibizione a persone sottoposte a giuridizione statunitense di realizzare operazioni finanziarie dirette e indirette con entità incluse nella Cuba Restricted List decisa dal Dipartimento di Stato, compresa la Cmcs, la Comercializadora de Servicios Médicos Cubanos che commercializza i servizi medici cubani e che viene accusata da Rubio di organizzare «una tratta delle persone» e di imporre «lavoro forzato» ai medici e sanitari cubani all’estero. La possibilità - quasi certa - di sanzioni extraterritoriali da parte della Cuban Assets Control Regulations (Cacr) e dell’Ofac fa sì che banche, istituzioni culturali e agenzie di turismo tendano a tenersi alla larga da qualsiasi relazione che coinvolga persone o agenzie cubane.

Ne fanno le spese paesi come Giamaica e Guatemala che sotto il ricatto di Rubio hanno messo fine alle missioni mediche cubane. Ma altri paesi del Caribe, come Bahamas, Granadine, Santa Lucia, Antigua e Barbuda che dipendono dai medici cubani per mantenere in piedi il sistema sanitario, stanno passando momenti cruciali.

E non solo loro. La politica di Trump di strangolamento di Cuba (le missioni mediche sono fonte di valuta per il governo dell’Avana) mette a rischio la salute di milioni di persone in Africa, in paesi come Angola, Mozambico, Guinea Bissau, Gambia e Repubblica Democratica del Congo (dove Cuba si appresta a sostenere il paese contro l’epidemia di ebola).

La salute e la stessa vita di milioni di persone, in Cuba come in molti paesi (Italia compresa) sono dunque in pericolo per le manovre coloniali e criminali del vertice dell’Amministrazione Trump che intende «imposessarsi di Cuba», sia con le buone (quali?) sia con le sanzioni e le minacce. Se vi fossero dei dubbi sulla natura delle «misure punitive» decise da Trump o da Rubio, le ultime scelte dimostrano chiaramente che l’obiettivo da colpire è la gente comune, meglio se la più vulnerabile, per cercare di abbattere un governo sovrano.

Roberto Livi, il Manifesto, 02.10.26