Smettetela di lamentarvi. In inverno muoiono sempre più persone rispetto all'estate, perché il freddo uccide molto più del caldo». Lo ha detto ieri Chris Wright, segretario all'Energia degli Stati Uniti, in un video inviato a una conferenza di climatoscettici: la Alliance for Responsible Citizenship dov’era presente anche Nigel Farage. Lo ha fatto nei giorni in cui l'ondata di calore record sta opprimendo e uccidendo nell'Europa occidentale.

Wright, è un bianco, un miliardario e un lobbista dell’industria del fracking prestato alla Casa Bianca di Donald Trump. Incarna il cinismo della destra sociopatica al potere. La sua retorica è tanto aggressiva, quanto mendace. Nei paesi dove il termometro impazzisce i decessi da canicola stanno registrando un'impennata spaventosa da anni e superano di gran lunga le vecchie medie invernali. Il legame tra calore estremo e mortalità è diretto, acuto e immediato. Questo accade anche negli Stati Uniti dove però Trump continua a tagliare i fondi per le emergenze climatiche.

L’atteggiamento di Wright, e dei suoi sodali, non è dettato dall’ignoranza. È una strategia ideologica definita dal collettivo Zetkin come «fascismo fossile». Si tratta dell'alleanza organica tra l'estrema destra politica e il capitale estrattivista, uniti per difendere con tutti i mezzi garantiti dallo Stato e dal mercato i privilegi del capitalismo basato sulle energie fossili: gas e petrolio in testa, i primi climalteranti del pianeta.

Wright ha inoltre aggredito l'Unione Europea nel momento più difficile. Lo ha fatto dopo che Trump ha promesso dazi al 100% se Bruxelles metterà le tasse sulle grandi aziende tecnologiche Usa. Per lui sono «ridicoli» gli obiettivi di azzeramento delle emissioni inquinanti. Questa idea è comune a tutte le sfumature delle destre fossili. Lo pensano anche nel governo italiano che si è scornato a Bruxelles sull’indebolimento del sistema di scambio delle quote di emissione (Ets). Per i trumpiani di tutte le risme l’Europa deve rinunciare alla transizione ecologica e trasformarsi in un mercato del gas naturale liquefatto (Gnl) Usa di cui lo stesso Wright è un produttore. A questo obiettivo risponde Meloni quando ha detto di volere trasformare l’Italia in un «hub del gas». Lo ha ufficializzato a Washington quando si diceva alleata di Trump. E lo ha più volte rivendicato.

L’indifferenza climatica, e il negazionismo al potere a Washington, si esprimono in forme più diluite da noi. Lo abbiamo visto in questi giorni di «picco» delle temperature. Governi che schiariscono l’ugola con dichiarazioni di facciata nemmeno troppo credibili e varano decreti pasticciati che entreranno in vigore con ritardi prevedibili. Nessuna strategia, tanta indifferenza. Fa caldo. Passerà. Al resto ci pensano le «guerre dei meme» sui condizionatori che la sinistra non vuole. È la nuova guerricciola moralistica ha invaso la fasciosfera in queste ore. Non solo in Italia. Per smontarla basterebbe dire che se i condizionatori fossero alimentati con i pannelli solari sui tetti sarebbe più utile, meno dispendioso e più efficace.

Il fascismo fossile e l’indifferenza ecologica sono i due volti di una strategia di adattamento del cittadino-consumatore a una realtà infernale. Visto che si sta comunque male, e non bisogna turbarlo, allora si cercano palliativi che permettano di gestire, temporaneamente, la canicola senza cambiare la contraddizione di fondo: il capitalismo, fossile o meno, è incompatibile con la preservazione del pianeta. Restano l’apatia, la stanchezza e lo sconcerto. Qualcuno annuncerà scioperi, per altri le mezze misure non basteranno. Ci si commuove per i rider tra un’ordinazione e l’altra. Andiamo al mare. Domani ci racconteremo della violenza di classe.

Roberto Ciccarelli, il Manifesto, 28.06.26