Le relazioni triangolari Alberti, Camponovo e la leghista Aldi hanno il pregio di svelare come sia gestita la cosa pubblica nel nostro piccolo cantone. Naturalmente, vale la presunzione d’innocenza, ma il comportamento della Procura nella faccenda inquieta più che rassicurare.
Riepiloghiamo i fatti raccontati e documentati dal giornale area. All’ora di pranzo, a un tavolo di un noto ristorante luganese, siedono Eolo Alberti e il socio in affari Claudio Camponovo. Entrambi gestiscono una fiorente società che appalta alle cliniche private dei medici anestesisti, Hospita. Dalla suddetta società, «grazie a degli utili societari importanti, tutti hanno potuto beneficiare di vantaggi inimmaginabili (basti pensare agli stipendi versati ai medici anestesisti, in primis il signor Camponovo, con uno stipendio vicino al milione)» scrive l’avvocato Enea Petrini che ha condotto un’inchiesta parallela su ordine del direttivo della Lega dei Ticinesi. Un’inchiesta resa pubblica da Mps in una conferenza stampa martedì 17 giugno. Meriterebbe di essere analizzato quanto i lucrosi guadagni di Hospita vadano a gonfiare i costi della salute, pagati poi dai cittadini coi premi malattia. Lasciamo da parte questo aspetto, e concentriamoci sui protagonisti del tavolo da pranzo, dove oltre ad Alberti e Camponovo, siedono la deputata leghista Sabrina Aldi e il figlio di Camponovo, Alvaro. Nei giorni seguenti al pranzo, avviene l’arrocco. Sabrina Aldi inizia a lavorare al 40% per Hospita con uno stipendio di 6mila franchi, Alberti deve invece di lasciare Hospita per poter entrare nel Cda di EOC in quota leghista, mentre Aldi lo sostituirà nella commissione sanità. Alvaro Camponovo invece sarà eletto procuratore, spinto da Sabrina Aldi in commissione Giustizia come candidato unico leghista. Insomma, parrebbe la spartizione dei posti dei tempi del tavolo di pietra del grotto ticinese.
La cosa diventa ancor più inquietante per il ruolo della magistratura nella vicenda. Il neo procuratore Alvaro Camponovo finirà sotto inchiesta per aver cercato nel sistema informatico della magistratura, quando era ancora segretario giudiziario, informazioni su un potenziale socio in affari del padre. Cliente che finirà poi sotto inchiesta su ordine della magistratura in base ad una segnalazione di Camponovo, per essere poi rilasciato mesi dopo prosciolto dalle accuse. “Quel tizio non darà più fastidio a nessuno” avrebbe detto l’allora segretario giudiziario Alvaro al padre Camponovo, stando a quanto riferito dal padre stesso nell’interrogatorio. Pagani emetterà un decreto d’abbandono nei confronti del neo procuratore perché non lo ritiene colpevole di violazione del segreto d’ufficio. In sostanza, il Pg crede a Camponovo quando afferma di non aver riferito nulla al padre delle informazioni carpite dal sistema informatico interno della magistratura. Pagani emetterà poi un non luogo a procedere su un secondo procedimento nei confronti del procuratore Camponovo. Un procedimento aperto contro Alvaro Camponovo “per sospetta accettazione di vantaggi quale funzionario” avendo assistito gratuitamente alle partite di hockey del Lugano grazie ad una tessera di Hospita. Pagani lo proscioglie in tempi rapidissimi, mentre un semplice operaio del servizio tecnico di Bioggo è ancora indagato per aver usufruito della medesima tessera di Hospita per assistere alle partite dell’Hcl.
La vicenda riporta alla mente quanto accaduto nei Grigioni col caso Quadroni, l’impresario che denunciò il cartello d’imprese nei lavori pubblici grigionesi. Fu arrestato dalla polizia cantonale e condotto a forza in clinica psichiatrica in maniera abusiva. Anni dopo, il governo retico chiese scusa (senza indennizzo) a Quadroni per il comportamento di polizia e autorità cantonale. In Ticino, visto il totale silenzio politico della vicenda (ad eccezione di Mps), rischiamo che mai nessuno farà luce sui presunti intrallazzi. Forse la sintesi migliore della vicenda, l’ha scritta un anonimo e sagace fustigatore della politichetta nostrana sui social: «Con questa classe politica, negli anni 80 in procura avremmo avuto Buscetta invece di Dick Marty».


