Il “Progetto” proposto è una grande confusione, è solo “marketing”. Si parla di promozione storico-culturale evidenziando la necessità di approfondire gli studi, va bene, ma è un capitolo a sé. Si parla di promozione turistica e si ritiene inevitabile reinventare il sistema museale di tutti gli spazi espositivi, con una nuova messa in scena attraverso moderni sistemi digitali, multimediali e immersivi con il rischio di trasformare il luogo in un contenitore per esperienze tecnologiche, invece di valorizzarne la sua materia, la sua storia, la sua architettura, la sua topografia e il rapporto con la città.
Si parla di promozione economica e di incredibili ricadute economiche per l’intera città, ma intanto c’è solo la decisione di privatizzare importanti spazi aperti de La Fortezza: il percorso con ascensore da Piazza del 700esimo al Castel Grande, la Corte centrale di Castel Grande, le Corti di Montebello e, forse, di Sasso Corbaro; che richiedono sistemi di regolamentazione e controllo dei titoli d’ingresso particolarmente invasivi.
Il tutto per monetizzare attraverso la vendita dei biglietti d’ingresso e l’allestimento di eventi a pagamento. Una scelta inaccettabile! La Fortezza, proprietà cantonale, deve rimanere accessibile, a tutti.
L’accento va posto sul Nucleo medievale e sui circostanti quartieri 800eschi che languono; chiudono i negozi, i ristoranti, i bar e fa fatica l’albergheria. I promotori e i contrari al “Progetto di valorizzazione Patrimonio UNESCO Bellinzona” non hanno ancora capito l’intuizione, il valore e il significato de “La Fortezza”, che è fondamentale per considerare il tutto, come un insieme, com’è sempre stato, nella storia di Bellinzona. La Murata, le Mura borghiane, i Castelli, ma anche il Centro medievale e anche i Quartieri 800eschi, che hanno necessità di ristrutturazione e anche di restauro e potenziale di sviluppo.

Pensiamo alla Piazza Mercato (dietro al Municipio) che dal 1969 attende una riqualifica, da allora, hanno costruito solo i WC e vogliono abbattere il Palazzo Gaggini, un bene protetto; al Quartiere Cervia, distrutto nel 1969 per costruire posteggi interrati e poco altro, alla Piazza Governo, deturpata per organizzare posteggi; al Largo Elvezia, la cui piazza dovrebbe estendersi fino alla facciata della Vecchia Posta; agli edifici della Posta, lungo la via Cancelliere Molo e che si affacciano sul Largo Elvezia, fatiscenti; al viale General Henri Guisan, che non è valorizzato (un eufemismo) nonostante sia caratterizzato, oltre che dalla Chiesa San Giovanni, da 3 edifici di grande valore architettonico, come la Scuola Nord, l’aggiunta dell’arch. Jäggli e la Banca Stato degli arch. Pellegrini-Huber, e potremmo continuare.
La rilevanza della “valorizzazione del Patrimonio UNESCO” richiede un Concorso di Architettura e lo dice anche la legge (quando l’onorario dell’architetto supera i Fr. 150’000.-) ma lo si può organizzare solo quando si avranno le idee chiare. Manca una visione. Io voto no a questa confusione.
Di Renato Magginetti, architetto


