Come si usava fare nel Medioevo tagliando ogni rifornimento idrico alle cittadelle assediate, Trump ha ora trasformato un blocco economico già asfissiante in un assedio totale all’isola caraibica, bloccando con il ricatto dei dazi ogni rifornimento di petrolio e gas. A Cuba quasi tutta l’elettricità è generata con energie fossili: la produzione locale di petrolio copre circa il 40% del fabbisogno, ma le sue caratteristiche lo rendono inutilizzabile per il traffico automobilistico. Secondo il Financial Times le riserve termineranno tra due settimane: poi quasi tutto, salvo i servizi essenziali (ospedali, scuole, ecc.), compresa la produzione industriale, si fermerà.

Ricordiamoci che da decenni ogni anno l’Assemblea generale dell’Onu, di solito con il solo voto contrario degli Usa e di Israele, condanna il blocco economico statunitense. Non c’è dubbio quindi che secondo il diritto internazionale l’attuale assedio rappresenta un’escalation di una politica vieppiù criminale. Il blocco economico, iniziato 65 anni fa, è il più lungo della storia.

Allora fu giustificato come risposta alla nazionalizzazione di alcune imprese statunitensi da parte dei barbudos castristi: in realtà si voleva evitare che altri Paesi latinoamericani seguissero l’esempio cubano. Il risultato più importante fu di obbligare Cuba per sopravvivere a gettarsi nelle braccia dell’Unione Sovietica. Siccome l’Urss pagava i prodotti cubani, soprattutto lo zucchero, a un prezzo superiore a quello del mercato, a Cuba soprattutto negli anni Ottanta si viveva meglio che in molti altri Paesi dell’America Latina. Con la scomparsa dell’Unione Sovietica, venne il crollo: in pochi mesi il PiIL cubano diminuì del 50%, anche per la mancanza, a causa del blocco, di altri sbocchi economici. Nel cosiddetto “período especial”, ovvero tra il 1991 e il 1993, si rasentò quindi la fame. Cuba superò la prova aprendosi al turismo e grazie alla leadership carismatica di Fidel Castro.

L’attuale crisi risale alla prima presidenza di Trump, che dopo aver annullato le moderate misure di apertura decise da Obama, rese asfissiante il blocco economico e inoltre, iscrivendo, con una decisione demenziale, Cuba tra i Paesi che sostengono il terrorismo, annullò ogni possibilità di traffico bancario con l’isola, riducendone anche l’atrattività turistica, perché chiunque andava a Cuba aveva poi difficoltà per entrare negli Stati Uniti. In questa situazione già difficile arrivò il Covid: grazie ai loro vaccini, tra i più efficaci mai prodotti, e con una chiusura dell’isola e di quasi ogni attività di invasione (Baia dei Porci), della prima potenza mondiale. Sempre più impantanato in ingravescienti problemi interni, Trump ha bisogno di altri successi internazionali, per non perdere le elezioni di midterm in novembre. C’è però un’altra ragione che spinge soprattutto il mafio-cubano Marco Rubio ad agire ora.

A Cuba, grazie anche all’aiuto della Cina, si stanno facendo grandi investimenti nelle rinnovabili, avantutto nell’energia solare. Tra un paio d’anni il rifornimento energetico non sarà più il tallone d’Achille che tormenta invece oggi il governo dell’Avana. L’assedio totale deve quindi avere luogo ora. Il governo cubano ha sicuramente fatto degli errori e si può essere nei suoi confronti anche parecchio critici. Obiettivamente non c’è però nessun dubbio che l’asfissiante blocco economico è di gran lunga la causa dominante dell’attuale grave crisi economica. Lo posso testimoniare anche personalmente come presidente di mediCuba-Europa. Addirittura per fornire aiuti sanitari essenziali, dobbiamo ricorrere, per poter sfuggire alle maglie del blocco, a una serie infinita di sotterfugi.

Anche di fronte all’acutizzazione di questo assedio di tipo medioevale a una piccola isola di dieci milioni di abitanti da parte della prima potenza mondiale, il silenzio dei governi occidentali, compreso il nostro, rimane assordante. Dopo quanto non hanno fatto durante i due anni dall’inizio del genocidio a Gaza, la loro pusillanimità non è più da dimostrare. A Cuba la situazione è estremamente pesante e difficile. A noi pare disperata. Non escludo però che i cubani, fieri del loro orgoglioso nazionalismo, grazie al quale sono usciti a testa alta da altre dure prove, potrebbero magari ancora una volta sorprenderci.

Di Franco Cavalli, presidente mediCuba-Europa
tratto da laRegione del 14.02.26