«Ti ammali? Ti versiamo l’80% della paga per le prime tre giornate di malattia». Così Alfonso Reggiani apre il suo articolo pubblicato su laRegione (Il Lis taglia il sala­rio al per­so­nale malato, 2 novembre 2026), denunciando la controversa decisione del Consiglio comunale di Lugano che entrerà in vigore il 1° gennaio 2027.

La misura, adottata per contrastare l’assenteismo negli Istituti sociali di Lugano (LIS), rischia però di produrre l’effetto opposto a quello auspicabile: spingere il personale a lavorare anche quando è malato, mettendo in pericolo la propria salute e quella degli ospiti.

Il sindacato VPOD, attraverso il consigliere comunale Edoardo Cappelletti, contesta una penalizzazione economica che colpisce indiscriminatamente i lavoratori, anziché affrontare le cause delle assenze.

La questione approda ora anche in Gran Consiglio. I deputati Danilo Forini (PS) e Giulia Petralli (Verdi) interrogano il Governo sui rischi di contagio nelle strutture sociosanitarie e sulle responsabilità di vigilanza del Cantone.

Resta una domanda di fondo: può un istituto che ha il compito di proteggere persone fragili introdurre incentivi economici che rischiano di compromettere proprio quella protezione?