Questo Primo Maggio torniamo nelle piazze di Lugano, per far sentire la nostra voce e rivendicare diritti, dignità e futuro. In un momento storico segnato da incertezze e disuguaglianze, scendere in piazza significa affermare con forza che il lavoro deve essere giusto, sicuro e rispettato. Unite e uniti, vogliamo costruire una società più equa, solidale e inclusiva, in cui nessuno venga lasciato indietro.

Sotto lo slogan “Né sfruttati, né divisi: lavoro e dignità senza confini!”, lavoratrici e lavoratori sfileranno numerosi per le vie di Lugano per rivendicare diritti e dignità, opponendosi a un sistema che troppo spesso alimenta divisioni per indebolire la forza collettiva. In un contesto in cui precarietà, dumping salariale e discriminazioni vengono usati per mettere le persone le une contro le altre, la mobilitazione vuole ribadire con chiarezza che solo attraverso l’unità e la solidarietà si possono contrastare lo sfruttamento e le ingiustizie. È un invito a superare confini, barriere e paure, per costruire insieme un fronte comune capace di difendere condizioni di lavoro eque e un futuro più giusto per tutte e tutti.

Lo slogan di questo Primo Maggio si inserisce nel clima delle mobilitazioni che precedono le votazioni del 14 giugno, nascendo anche come risposta all’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni” promossa dall’UDC. È uno slogan che tiene insieme due dimensioni strettamente intrecciate. Da una parte, dà voce alla realtà quotidiana di molte lavoratrici e molti lavoratori, segnata da precarietà, salari sotto pressione e condizioni di lavoro sempre più esigenti. Dall’altra, si oppone con decisione ai tentativi di dividere chi lavora, rifiutando la logica che mette le persone une contro le altre per indebolirne la forza. Al contrario, afferma che le difficoltà sono condivise e che solo attraverso l’unità e la solidarietà si possono ottenere miglioramenti concreti. I diritti, in questa visione, non devono essere condizionati dalla provenienza o dallo status, ma garantiti in modo universale. È quindi uno slogan che intreccia giustizia sociale e coesione, contrapponendosi tanto allo sfruttamento economico quanto alle strategie di divisione politica e sociale.

A distanza di undici anni, il Primo Maggio torna a Lugano, scelta non casuale ma profondamente simbolica: la città rappresenta il cuore economico del Ticino, dove si concentrano le principali attività finanziarie e commerciali del cantone. Proprio qui emergono con maggiore evidenza le contraddizioni del mondo del lavoro, tra ricchezza prodotta e disuguaglianze vissute quotidianamente da molte lavoratrici e molti lavoratori. Tornare a Lugano significa quindi sottolineare nuovamente nel dibattito pubblico le condizioni reali di chi lavora, dando visibilità alle rivendicazioni sindacali e sociali nel luogo in cui si prendono decisioni che influenzano l’intero tessuto economico. È una scelta che vuole avvicinare il cuore produttivo alle esigenze delle persone, facendo risuonare la voce del lavoro proprio là dove si concentra il potere economico.

Il ritrovo è fissato alle 16:00 a Campo Marzio, a Lugano. Mezz’ora più tardi, alle 16:30, il corteo prenderà il via attraversando le vie della città per affermare con forza i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori. L’arrivo è previsto per le 17:30 in Piazza Manzoni, dove dal palco si terranno gli interventi ufficiali.

La piazza sarà animata da bancarelle e buvette, creando uno spazio di incontro e condivisione. Alle 19:00 è in programma una cena popolare aperta a tutte e tutti.

E poiché non c’è Primo Maggio senza musica, dalle 18:00 le Ctrl+Riot porteranno in scena un dj-set transfemminista capace di accendere l’atmosfera. Con il calare della sera, il volume salirà ancora: alle 19:30 sarà il turno degli ZonaSun, storica band reggae ticinese, con il loro mix di roots, dub e sonorità contemporanee accompagnate da messaggi di resistenza e cambiamento. Dalle 20:30, spazio all’energia dei Plakkaggio, band italiana di Colleferro, che dal 2004 unisce punk hardcore, metal e spirito Oi! in un’esibizione intensa e senza compromessi. Universi musicali diversi, ma un’unica energia: trasformare la piazza in un momento di lotta, musica e libertà.

Durante tutta la manifestazione, le amiche e gli amici di Radio Gwen, media partner dell’Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa per il Primo Maggio, accompagneranno il pubblico dal palco, animando interventi e concerti e realizzando una diretta dalla piazza.

Il Primo Maggio è un momento di lotta, solidarietà e condivisione. I diritti non conoscono confini e solo insieme possiamo essere più forti. Anche quest’anno l’appuntamento è in piazza a Lugano: vi aspettiamo numerose e numerosi per far sentire la nostra voce.

Di Nicole Rossi, segretaria politica Unione sindacale svizzera Ticino e Moesa