È difficile sentire qualcosa di più sbagliato, grossolano, ma soprattutto offensivo verso le 75 professioni (molte esclusive) svolte dai 1124 impiegati della RSI e dai 650-700 (a seconda degli eventi) dell'indotto esterno

 

Non è necessario seguire il consiglio dell’ex braccio destro di Trump, Steve Bannon – ‘THROW SHIT IN THE ZONE’ – spargi merda sulla zona: il pavimento si può sporcare con materiale meno invasivo, le acque si possono inquinare in vari modi, magari solo con l’urina, senza utilizzare il materiale preferito dall’ideologo della Destra Bannon.

Si puo usare il metodo del truculento Quadri ai tempi del ‘No Billag’ (‘la RSI è un morto che cammina’) e del volpino  Pamini che all’assemblea della Corsi (rianimata da Giovanna Masoni) sventola il telefonino con il quale si fa la TV: usare una mezza verità (vero, con il cellulare si può fotografare e filmare) per ingannare il lettore, per svilire molte professioni televisive che i due trogloditi (dal greco ‘τρώγλη’, caverna) non conoscono, per mortificare gente che la telecamera (non il telefonino) la usano con grande perizia come tutti (meno i due) hanno potuto constatare negli impegni di livello internazionale passati in Eurovisione (anche in Mondovisione) in situazioni logistiche ed emozionali molto diverse: dall’Eurosong con i suoi effetti speciali, alla discesa del Lauberhorn portata in casa metro per metro, e (non avremmo mai voluto citarla) la cerimonia in onore delle vittime di Crans-Montana. In situazioni molto diverse la SSR è stata all’altezza del suo mandato, che la vuole vicina alla gente (anche a quella di Quadri) con grande ‘mestiere’ e soprattutto sensibilità.

Ma forse la definizione migliore della disonestà (intellettuale, come dicono i radikal-schikk) dei due viene dal presidente del LAC Roberto Badaracco, che rispondendo a un attacco alla sua gestione parla di ‘semplificazione’, (mistificazione, diremmo noi) non perché i numeri (i dati) siano falsi, ma perché vengono separati dalla funzione che dovrebbero descrivere’ (CDT, 27.12.’25)

E applicare il metodo ‘telefonino’ del duo ‘Q&P’ ad altri campi dell’attività umana? Ci proviamo, con tre escursioni:

  1. Il formaggio d’alpe da 20 punti su 20 si fa con il latte di molte mucche e qualche capra rovesciato nel calderone;
  2. Il buon vino si fa pigiando le uve con piedi lavati a fondo dopo aver tolto lo sporco da sotto le unghie;
  3. La musica con gli strumenti a fiato si fa soffiando con la bocca.

Ma anche con un’altra parte del corpo: ‘ed elli avea del cul fatto trombetta’. (Dante, affrontato con un sonoro peto a mo’ di pernacchia dal Chief Executive Officer della Quinta Bolgia Barbariccia: attenti, barattieri di ogni risma…)

Per dare ulteriore visibilità  al ‘pensiero’ di Quadri e Pamini giunge a proposito la discesa del Lauberhorn, con indici di ascolto superiori all’80%. Ecco come la SSR la produce e la vende a una sessantina di Paesi, dalla Corea del Sud agli Stati Uniti d’America passando per la vasta Cina. Grazie all’eccellenza di questa ripresa in alta montagna senza poter usufruire di un collegamento stradale per trasportare 20 tonnellate di materiale (il trasporto in quota avviene con il trenino e con l’elicottero) la SSR è stata chiamata a riprendere lo sci alpino per tutto il mondo in 5 Olimpiadi: Lillehammer, Torino, Vancouver, Sochi e Pyeongchang, mandando un centinaio di tecnici sul posto, ben pagati, alloggiati e nutriti dal CIO.

Ma ecco i dati per Wengen, i lavori sono già iniziati.

  • Un gigantesco telefono dal peso di 23 – massimo  25 –  tonnellate e dal costo che varia dai 12 ai 15 milioni è montato su un robusto mezzo a 4 ruote stazionato a Lauterbrunnen; grazie alla tecnologia UHD (Ultra High Definition) permette al regista di lavorare con 20 telecamere mobili (pardon, 20 telefonini) e 4 fisse, telefonini posti rasoterra o montati sul braccio mobile di una gru (salto dell’Hundschopf).
  • Quadri ha già chiesto informazioni all’ornitologo Regazzi sull’impiego della pernice bianca che fra le nevi eterne è a suo agio molto più del piccione. Regazzi ha risposto che questo uccello ‘ciccioso’ dà il meglio di sé in padella più che in volo e gli ha consigliato le aquile ammaestrate di Beaver Creek (le ho viste da vicino ai Mondiali di sci). Non a caso la pista si chiama ‘Birds of Pray’, ‘Uccelli Rapaci’. Si aggancia all’artiglio un telefonino e il gioco è fatto.
  • In attesa dei pennuti di Quadri e Regazzi, le riprese dall’alto sono fatte con un telefonino speciale detto ‘Cineflex’ (costo da 900’000 CHF a un milione) in grado di reggere senza vibrare mezzo millimetro ai 200/250 km l’ora dell’elicottero fornendo immagini perfette ingrandite anche 42 volte. Questa costosissima telecamera, sviluppata dalla CIA per spionaggio e passata ora da uso civile (TV e documentaristi) si noleggia a 3000 CHF l’ora.
  • Uno dei 24 telefonini, detti altrimenti ‘telecamere’ (costo dai cento ai centocinquantamila franchi) permette di riprendere invece di 24, 1’000 immagini al secondo; un super-rallentatore.
  • Le immagini sui 4’480 metri della pista in partenza da 2325m sono possibili grazie a 10km di cavi sotterranei provvisti di fibre ottiche dal diametro di un nostro capello in grado di trasmettere dati con una velocità prossima alla luce grazie a un laser che genera impulsi luminosi: arrivano al regista sul telefono gigante di Lauterbrunnen.
  • La fibra ottica in vetro purissimo adatta alle condizioni invernali di Wengen (la sintetica, molto meno cara, non è sufficiente) costa sui 7-8000 franchi al km (da moltiplicare per 10) e dura 20-25 anni.
  • Se le norme svizzere lo permettono (anche ad Adelboden, Crans-Montana e S. Moritz) si può usare un telefonino a motore detto anche drone che non costa meno: quello impiegato ai recenti mondiali di Chamonix – Courchevel, molto apprezzato, è stato sviluppato dall’ingegnere francese Martin Bochatey e messo in vendita a 20’000 euro.

E ci fermiamo qui per ragioni di spazio.

Immaginando che Quadri e il prof. Pamini vogliano contestare questi dati facilmente rintracciabili in rete (preferibilmente in tedesco o inglese) li abbiamo anticipati: non è necessario spendere 20’000 euro”, il micio di Quadri… può essere ripreso con un drone da 59.95 CHF. Il bao-bao bub-bub di Pamini (se non ce l’ha lo affitta a ore), tenuto conto del volume del soggetto, vale un drone da 202.43 CHF. Se poi i due si incontrano in giardino per preparare il prossimo attacco alla SSR, il rischio è di una baruffa cane-gatto ben più grave di quella fra Zali e Bühler: in questo caso per una ripresa impeccabile è consigliato un drone dal costo di 229.95.

E che i ‘fuchi di Comano’ con le loro manie di grandezza non ci vengano a dire che c’è grande differenza fra riprendere un cane che guarda in cagnesco un gatto e uno sciatore impegnato nei curvoni del ‘Langentreien’ a 110-120km l’ora!

 

Tratto da Naufraghi del 16.01.26