Nell’ambito della rassegna cinematografica Film Vert, sabato 21 marzo al Lux di Massagno sarà proiettato “Éclaireurs”, un intrigante documentario sulle conseguenze sul mondo del lavoro derivanti dai cambiamenti climatici.

Accendere i riflettori sull’impatto del cambiamento climatico sul mondo del lavoro. È quanto si prefigge il docufilm “Éclaireurs” (Pionieri) in programmazione al cinema Lux di Massagno il 21 marzo alle ore 14.30 nell’ambito della rassegna Film Vert. Il primo riflettore si accende su una desolante stazione di sci dove, a fianco degli impianti di risalita, delle tristi strisce di neve finta sono contornate dai verdi prati. In Francia, dice la voce fuori campo, dal 1950 ad oggi quasi duecento stazioni sciistiche hanno chiuso in assenza di neve, portando alla soppressione di centinaia d’impieghi. La rapidità dei cambiamenti climatici, accelera l’impatto sul mondo del lavoro nel suo insieme.

“Se non anticipiamo, la crisi dell’occupazione sarà devastante”. A dirlo, è una direttrice di un’impresa cosmetica con 1.100 dipendenti, il secondo riflettore acceso. “Il nostro prodotto è all’80% composto di acqua. In un periodo di siccità, la produzione è bloccata e il personale finisce a lavoro ridotto. Nella nostra regione, negli ultimi tre anni l’acqua è stata razionata dall’autorità a causa della siccità. Inoltre, con la scomparsa della biodiversità, non avremo più materia prima per produrre i nostri cosmetici. La domanda che gli imprenditori dovrebbero porsi è: qual è il rischio per la mia impresa se non mi preparo? Morirà. Dunque, se non agiremo preventivamente, la crisi economica e dell’impiego sarà devastante” afferma la direttrice d’impresa, impegnata nel tentativo di anticipare il problema, ripensando la produzione aziendale.

Terzo riflettore, la costruzione. Per costruire edifici o strade, oggi ci vogliono tre elementi: cemento, ghiaia e sabbia. Quest’ultima deve essere di buona qualità. Data l’enorme cementificazione imperante, la sabbia di buona qualità sta sparendo. I capicantiere, riuniti a una tavola di discussione, confermano quanto sia diventato sempre più difficile creare opere di qualità con la pessima sabbia in circolazione. A capo della tavola c’è Jules, un giovane dottorando nella costruzione, assunto per trovare delle alternative al cemento attuale. Lui una l’avrebbe trovata. È composta di due elementi: un nuovo tipo di cemento la cui produzione è molto meno inquinante e la terra al posto della sabbia. I primi test di laboratorio sono eccellenti, ora si dovrà passare alla larga scala, sui cantieri.

Quarto riflettore, la venditrice in una filiale di una catena di negozi fai da te. Una parte importante degli attrezzi venduti dalla catena sono utilizzati dai clienti solo una o due volte nella vita per poi restare in cantina ad accumulare polvere. Purtroppo l’impatto ambientale di questi prodotti è altissimo, con gran spreco di energia e di materia prima. La venditrice spinge per creare all’interno della filiale un servizio di noleggio degli attrezzi.

Soizic, un gendarme di una regione francese di campagna, è il quinto riflettore acceso dal documentario. Nel lavoro, gendarme e colleghi si confrontano sempre più sovente con reati ambientali. Veicoli abbandonati nella boscaglia, discariche abusive, inquinamenti di falde acquifere e cosi via. I poliziotti però non hanno la formazione adeguata nel gestire questa tipologia d’inchieste. Malgrado siano in netta crescita, i reati ambientali costituiscono solo l’uno per cento dei casi trattati dai tribunali francesi. Con un meticoloso lavoro di creazione di un database, Soizic inventa un’applicazione con cui qualsiasi agente di polizia francese potrà imparare a gestire i reati ambientali di ogni tipo.

I tentativi di risposta all’impatto del cambiamento climatico sul loro mestiere, saranno coronati dal successo o andranno inesorabili verso il fallimento? Non vi sveleremo se questi sforzi individuali diventeranno delle soluzioni collettive oppure no. Possiamo però anticiparvi che il documentario, realizzato sull’arco di tre anni, offrirà le giuste risposte. Infine, un’ultima segnalazione su un documentario che lega lavoro e questione climatica. “Il ricercatore” racconta la storia vera di Gianluca Grimalda, il primo dipendente in assoluto a essere stato licenziato per essersi rifiutato di prendere un aereo per motivi ambientali. Alle ore 20.45, sempre al Lux di Massagno il 21 marzo. Buona visione.

 

La rassegna Film Vert

Oltre 75 documentari, quasi cinquecento proiezioni in 114 luoghi della Svizzera Romanda, Ticino e Francia. Sono i numeri della rassegna “Festival du Film Vert”, nata nel 2007 e cresciuta progressivamente nell’apprezzamento di fruitori, arrivando a superare quota 24.000 spettatori nell’edizione dello scorso anno. “Una rassegna di documentari di qualità a vocazione culturale ed ecologista, nella quale si trattano temi locali e internazionali con l’obiettivo di sensibilizzare sulla questione climatica e instillare la speranza che sia possibile affrontarla” ha spiegato ai colleghi de L’Evénement Nicolas Guignard, creatore e fondatore della rassegna giunta alla sua 21esima edizione. In Ticino, i filmati proposti dalla rassegna sarà possibile vederli al cinema Lux di Massagno il 21 marzo mentre il 28 marzo al Rialto di Locarno.


Pubblicato su Area il 18.03.26