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Lugano - Bruno Brughera
Lista 3
SINISTRA ALTERNATIVA
(FA-POP)
Candidarsi per un’idea collettiva
A Lugano, ormai si sa, manca un’opposizione di sinistra. La logica della concordanza ha appiattito le posizioni dei partiti presenti in Municipio. Con la lista della Sinistra alternativa, è giunta l’ora di dare una voce a tutte e tutti colore che non si riconoscono nelle politiche portate avanti dalle autorità e che sognano una Lugano diversa, a misura di uomo e di donna.
Nell’arena politica, tutte le voci devono essere ascoltate. E allora diamo un megafono alle varie comunità culturali e etniche, alla gente dei diversi quartieri, a tutte le generazioni, dai giovani ai pensionati! Solo così potremo creare quella solidarietà necessaria tra persone attive nel mondo del lavoro, tra chi produce e chi no, tra chi ha benessere economico e chi non possiede nulla, e chi viene addirittura emarginato dalla società attuale. Noi siamo qui proprio per questo.
Tra i vari temi in cui a Lugano c’è bisogno di un cambiamento, c’è senz’altro quello della socialità. Una città può fare molto per la qualità di vita dei suoi cittadini, al di là delle disposizioni imposte da Confederazione e Cantone. Essere lungimiranti è senza dubbio imperativo, ma bisogna soprattutto porre l’accento sulla solidarietà. I servizi sociali non devono essere un percorso di guerra dove il cittadino il più delle volte è visto come il nemico: dobbiamo offrire assistenza e condurre per mano chi richiede aiuto. Accettare la diversità, in qualsiasi sua forma, incoraggiarla e darle spazio nella comunità cittadina contribuisce ad arricchire il benessere di tutte e tutti gli abitanti di Lugano.
Non possiamo dire che le autorità luganesi se ne stiano con le mani in mano: sappiamo che chi ci amministra può fornirci lunghi elenchi di cose fatte, che si faranno e che si vorrebbero fare. Il punto però non è la quantità, ma la qualità. Anziché operazioni di restyling e progetti grandiosi, slogan in inglese e app patinate, le Luganesi e i Luganesi hanno bisogno di servizi e infrastrutture che migliorino la loro qualità di vita. Con lo sguardo rivolto al futuro, come avviene nelle altre città svizzere. Come avevamo già sottolineato nel Quaderno 28, Lugano difetta in molti servizi e offerte e può aspirare ad essere ben migliore di quanto non sia oggi!
La “guerra” apparentemente vinta dal municipio e la maggioranza del consiglio comunale sulla destinazione dell’ex macello mostra come le autorità attuali manchino di lungimiranza. Ad uno spazio riempito per vent’anni dall’autogestione del CSOA, con la sua offerta culturale, di scambio e di incontro, di partecipazione e di solidarietà, si è preferito un esercizio di restyling, con il consueto contenitore di bell’aspetto ma privo di contenuti. E dire che tutta la comunità potrebbe beneficiare di una maggior collaborazione delle autorità con l’autogestione, offrendo uno spazio culturale e di aggregazione popolare, dove i giovani possano esprimere liberamente i loro interessi e le loro ambizioni. Pensare e creare una Lugano migliore, si può!
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