Il “nostro” ministro di Kandersteg 2.0 – Ogi 1.0 – ghigna quasi sempre, specialmente davanti alle telecamere e alle macchine fotografiche. Con in mano l’energia e le comunicazioni, per citare soltanto due sezioni del suo molto ampio e influente dipartimento, nelle quali attualmente combina i più grandi disastri, predica la Democrazia Svizzera nei giorni di festa, dal Primo di Agosto al Tiro federale, e pratica la dittatura nei giorni lavorativi. Quando le decisioni prese alle urne (canone radiotelevisivo) o in parlamento (nuove centrali atomiche) non gli piacciono, con l’aiuto dei suoi zelanti servi burocrati le fa girare all’incontrario oppure manda avanti i suoi vassalli nel parlamento. Con delle azioni degne delle più buie dittature, il duo Aeschi-Matter & co ha fatto pressione su indecisi e contrari sul loro Bundesrat. Chüng Albärt, il quale per un momento ha perso il suo ghigno quando è uscito con la testa rotta dal primo voto su eventuali nuove centrali atomiche in Svizzera, alla domanda sul pericolo di attacchi diretti a centrali atomiche (Zaporižžja dovrebbe insegnare) ha risposto: “Tutti vogliamo sperare – e magari anche pregare (ndr) – che non succeda mai” e ha rincarato; “U usserdäm isch das verbotte” (in più questo è proibito). Si autocommenta. Aveva dalla sua parte i suoi, qualche Liberale e qualche “Centrista”, voltamarsina e traditore della loro Doris (Leuthard).
Con il risultato della votazione alle Camere, fatto cambiare dall’UDC, non ci resta che il referendum con una scontata riuscita contro una tale pazzia. La raccolta delle firme è iniziata sin da subito dopo la decisione sciagurata del parlamento e può basarsi su un ampio comitato che riunisce chi in Svizzera rappresenta la difesa dell’ambiente e perciò combatte il ritorno dell’energia atomica; “nucleare” la chiamano i suoi fautori, perché spaventa meno che “atomica”, che giustamente richiama le bombe atomiche.
Da presidente delle mediche e dei medici antinucleari in Svizzera (PSR/IPPNW), mi concentro nelle poche righe che seguono sui danni alla salute degli esseri viventi causati dai raggi ionizzanti. Da piccolo marxista non posso però sorvolare del tutto gli aspetti economici: l’energia atomica, per poter essere concorrenziale con le energie prodotte da acqua, sole e vento, dovrebbe ricevere degli aiuti statali massicci, soldi che mancherebbero poi alle rinnovabili. In più distruggerebbe migliaia di posti di lavoro nel settore di queste ultime. Degli amici di Rösti, i grandi padroni delle forze idroelettriche nell’ Oberland bernese si sono già fatti vivi con il loro ex-lobbista, molto preoccupati di perdere a favore della russa Rosatom e della statunitense Westinghouse. La NZZ, filo-atomica becera da sempre, non si fa scrupoli di proporre e di difendere, contro il suo DNA, “in diesem Fall staatliche Unterstützung” - i profitti però ai privati, come Dio Soldo comanda.
Arriviamo al nostro argomento principale, il più importante nella discussione sull’energia atomica: l’energia atomica è fatta da sostanze radioattive che emanano in continuazione dei raggi ionizzanti, deleteri per ogni essere vivente, dalle piante agli esseri umani. Questi effetti nocivi cominciano con l’estrazione dell’uranio e durano più di un milione di anni con il deposito delle scorie sempre ancora radioattive durante tutto questo lunghissimo periodo.
I raggi ionizzanti causano tumori maligni, malattie cardiovascolari come l’infarto del miocardio e l’ictus, aborti, specialmente di feti femminili, più sensibili; in più incidono sul genoma. Tutti questi effetti avvengono anche durante l’andamento “normale” di tutta la filiera dell’atomo e non hanno un valore di soglia (100mSv), contrariamente a quello che si ostina a propagare l’ENSI, l’ente federale preposto al controllo dell’energia nucleare. Si trova in contrasto con il parere espresso dal Consiglio federale in risposta a una domanda in merito di una parlamentare che afferma che non esiste un valore soglia.
Last but not least, non si possono fabbricare armi atomiche senza centrali atomiche: le due forme dell’energia atomica, la “buona” civile e la “cattiva” militare, sono come gemelle siamesi, inseparabili, una non può vivere senza l’altra.
Un consiglio: firmate e fate firmare il referendum e affossate con la votazione le pazzie di Rösti & co!
Beppe Savary-Borioli, presidente medici antinucleari (PSR/IPPNW)

