
Tomaso Montanari è uno storico dell’arte, rettore dell’Università per Stranieri di Siena ed è sicuramente uno degli intellettuali italiani più brillanti e conosciuti attualmente: è frequente la sua presenza in talkshows, soprattutto su La7.
Insieme ad altri intellettuali impegnati nella denuncia del genocidio a Gaza, egli ha scritto questo libro assieme al graphic designer Marco Sauro, che ha corredato ogni capitolo con magnifici disegni. Il libro è un po’ simile a quello di Francesca Albanese, che abbiamo recensito quattro numeri fa (Quando il mondo dorme. Storie, parole e ferite della Palestina. Q56, pag. 32).
È suddiviso in capitoletti dedicati o alla storia di una persona o di una famiglia (p. es. quella della famiglia al-Najjar, della mamma pediatra, che quando è sul lavoro in ospedale un missile le uccide nove dei dieci figli e anche il marito) oppure su un tema specifico (p. es. la fame come arma, la trappola mortale degli aiuti, Gaza senza mare, Global Sumud Flotilla, ecc. ecc.).
Il libro, proprio perché è scritto in modo molto chiaro e diretto, è estremamente coinvolgente, spesso straziante. È un urlo di protesta contro quello che per intanto è il peggior genocidio del XXI secolo, oltretutto che ha potuto essere seguito in mondovisione, per cui nessuno potrà mai dire “non sapevo”. Nonostante ciò, e qui c’è la denuncia durissima contro l’ignavia dei nostri politici, tutti i paesi occidentali hanno continuato a sostenere Israele sia economicamente che militarmente, o allora si sono limitati a qualche critica formale di cui ben sapevano che l’utilità sarebbe stata assolutamente nulla. In questo momento, dove i media mainstream cercano di farci dimenticare il genocidio tuttora in corso, questo libro è assolutamente raccomandabile a tutti coloro che vogliono continuare a parlare di Gaza e a capire cosa sta capitando.

