Chris Hedges è un grande giornalista americano, vincitore del Premio Pulitzer. Per tutta una serie di grandi testate ha lavorato in Medio Oriente, America Latina, Africa e nei Balcani. Per il “The New York Times” ha trascorso sette anni a seguire il conflitto israelo-palestinese, gran parte del tempo a Gaza.

A proposito di questo libro, consiglio a chi non l’avesse già vista la bellissima intervista (Regione 28.10.2025) fatta da Roberto Antonini con l’autore, un’intervista pubblicata con un  titolo molto chiaro “I governi occidentali sono complici del genocidio”.

Il libro si apre con i racconti dal romanziere Atef Abu Saif, amico dell’autore, che il 7 ottobre era a Gaza e che ha vissuto poi per due mesi sul posto l’incubo del genocidio. Le sue angoscianti cronache quotidiane sono state raccolte nel libro “Diario di un genocidio. 60 giorni sotto le bombe a Gaza”, pubblicato già in varie lingue, ma a quanto mi consta non ancora in italiano.

Sono racconti che fanno accapponare la pelle per i dettagli di massacri di varie famiglie, su bambini fatti a pezzi, su braccia e gambe scomparse e ritrovate da qualche parte: una serie di atrocità difficilmente sopportabili. Il libro prosegue poi con una serie di testimonianze, di lunghe interviste con esperti, accumula un’enormità di fatti e di prove, che dimostrano in modo schiacciante non solo l’attuale genocidio, ma tutta la violenta repressione giornaliera a cui Israele dal 1948, ma soprattutto dal 1966, sottopone il popolo palestinese.

È all’interno di questo quadro che bisogna capire la nascita di Hamas, che come è stato il caso anche per l’IRA e l’African National Congress (ANC) è stato semplicemente demonizzato come organizzazione terroristica. Come tutti i gruppi di resistenza, Hamas ricorre tatticamente al terrorismo, che Hedges non difende, ma cerca di far comprendere, come dice anche nell’intervista con Antonini: “Liquidare Hamas semplicemente come un gruppo terroristico, significa non leggerlo nella sua complessità”. Per chiunque voglia comprendere ciò che sta capitando e continuerà probabilmente a capitare nel Medio Oriente, è un libro assolutamente raccomandato. 

P.S. A proposito del terrorismo utilizzato dai gruppi di resistenza si veda anche nel Quaderno 57 quello che dice Frantz Fanon nel suo I dannati della Terra