Chi ha paura di Sahra Wagenknecht si chiede in un commento apparso nei Quaderni Alternativi, riferendosi alla personalità politica germanica che è stata una delle figure più importanti del partito Die Linke fino al 2023, ma che si è poi separata per fondare la “Bewegung Sahra Wagenknecht”, in breve “BSW”. Nel commento dei Quaderni, Sahra Wagenknecht viene messa in una luce favorevole, come una figura politica di sinistra di successo. La sua linea a proposito della politica migratoria viene solo accennata e oltretutto descritta come abbastanza innocua (“sembrerebbe fare un po’ il verso alla destra”), ma in realtà è tutt’altro che innocua. Sahra Wagenknecht chiede un cambiamento radicale rispetto alla politica d’asilo che Angela Merkel aveva temporaneamente inaugurato e sostenuto nel 2020 (“Possiamo farcela”) al momento della crisi dell’afflusso dei migranti siriani. Il suo piano in sei punti, che Sahra Wagenknecht ha pubblicato nell’agosto del 2024, chiede in particolare:
- solo i rifugiati che entrano direttamente in Germania devono aver diritto a una procedura d’asilo in questo paese. Chi entra attraverso paesi terzi sicuri (cioè, tutti i paesi limitrofi) deve essere respinto;
- le altre procedure d’asilo dovrebbero essere svolte al di fuori dell’Europa, ad esempio in Africa;
- se la domanda d’asilo viene respinta, l’assistenza sociale deve essere cancellata già dopo un breve periodo di tempo;
- richiedenti d’asilo respinti e che non lasciano il paese, dovrebbero essere sistematicamente rimpatriati, anche in Siria ed in altri paesi. A tal fine, le sanzioni contro la Siria di Assad dovrebbero essere revocate.
Queste richieste sbandierate da Sahra Wagenknecht, contraddicono il diritto internazionale in materia d’asilo e sono pure in totale contraddizione con le posizioni che il ForumAlternativo sostiene da anni. Esse sono simili alle richieste dell’UDC e di Salvini e fanno leva sul risentimento xenofobo. Con queste posizioni politiche, la Wagenknecht cerca di sottrarre elettori all’AfD e ad altri gruppi di destra, sensibili sia al discorso anti-migranti che a posizioni sociali. È tutto da vedere se questa tattica funzionerà: di solito gli elettori preferiscono l’originale alla copia. La politica migratoria come pure l’accusa di Sahra Wagenknecht alla Linke di preoccuparsi troppo delle minoranze, sono state le ragioni principali che hanno portato alla scissione. Non è invece stata decisiva la questione delle forniture di armi all’Ucraina, poiché anche altri settori della Linke avevano le stesse posizioni di Sahra Wagenknecht.
A livello europeo nessuno vuole lavorare con gli europarlamentari del BSW a causa delle posizioni sulla politica migratoria. BSW è quindi isolato, non facendo parte del gruppo che riunisce tutti i partiti che nel parlamento europeo sono alla sinistra dei socialdemocratici e dei Verdi. Per lo stesso motivo, la “Bewegung Sahra Wagenknecht” non appartiene neanche a uno dei (purtroppo ormai due) partiti europei delle forze che si sono organizzati a sinistra della socialdemocrazia.
La Redazione risponde
Egli ha sicuramente ragione dicendo che la nostra critica alla Wagenknecht per quanto riguarda la politica migratoria era insufficiente, anche se non proprio innocua. Probabilmente eravamo stati anche influenzati (e lo sottolineavamo nel nostro articolo) dalla lunga intervista (Quaderno 49, pag. 16-17) che avevamo avuto con Fabio De Masi, capolista di BSW per le elezioni europee, che su questo tema era stato molto più sfumato, arrivando addirittura a sottolineare “non credete alle bugie su cosa pensiamo della migrazione”. E però anche vero che recentemente, dopo la cacciata di Assad dal potere a Damasco, la Wagenknecht ha ancora calcato maggiormente la mano sul problema del rimpatrio dei migranti siriani. Posizione questa assolutamente indifendibile. Come dicevamo nel nostro articolo, continuiamo però a pensare che il dire semplicemente “Apriamo le porte a tutti” sia insufficiente e che la sinistra debba articolare meglio di quanto ha fatto sinora, la sua posizione sul tema. Contrariamente a quanto dice Andreas, da quanto sappiamo le posizioni della Wagenknecht a proposito delle forniture d’armi a Kiev hanno avuto molta importanza nel provocare la scissione. Tanto è vero che ora la nuova dirigenza della Linke è molto più critica in proposito, ciò che ha provocato la dimissione di diversi esponenti dell’ala filo-NATO e talora anche filo-Israele. Al BSW bisogna riconoscere d’essere l’unica forza politica tedesca che ha il coraggio di denunciare il genocidio che attualmente il governo israeliano sta compiendo a Gaza, posizione molto difficile da sostenere apertamente in Germania (e talora anche nella Svizzera tedesca). Le posizioni geopolitiche di Sahra Wagenknecht sono molto vicine a quelle del ForumAlternativo: per questa ragione riteniamo che il dibattito su questa, come lei si definisce, “conservatrice di sinistra” non debba essere totalmente chiuso, anche perché ci sembra più articolata nelle sue posizioni rispetto alle correnti rosso-brune di casa nostra. Ben venga quindi un dibattito approfondito. La Redazione |


