L’aumento dell’IVA per finanziare l’AVS è un cerottino. Cambia poco e serve a poco. Ci si confronta sul principio. In ogni caso paga anche chi riceve.
Un nonno che incontro quando vado a prendere mio nipotino a scuola mi dice che ha appena ordinato la nafta per prepararsi all’inverno. Una batosta, a causa dell’incremento dei prezzi degli idrocarburi. Ormai la tredicesima dell’AVS è già andata, anzi, non basta nemmeno. E oltretutto, dice sconsolato, la fanno pagare a noi!
Così vanno le cose nella nostra Repubblica. Il popolo ha accolto con il 58,1% dei voti l’iniziativa dell’Unione sindacale svizzera, che proponeva di versare una tredicesima mensilità ai pensionati. Dopo lunghi dibattiti, tuttavia, torniamo a votare per accettare un aumento dell’IVA, l’imposta sul valore aggiunto, dello 0,4%, che frutterà circa 1,4 miliardi al Fondo di compensazione dell’AVS. Però la tredicesima costa 4 miliardi di franchi quest’anno, poi aumenterà, perché cresce il numero dei pensionati.
Votare sì o votare no, questo è il dilemma.
L’IVA è considerata, in particolare dalla sinistra, un’imposta antisociale perché colpisce i consumi e non è progressiva. Vero. Va però ricordato che, in Svizzera, abbiamo tre tassi: quello generale, oggi all’8,1%, quello per il settore alberghiero al 3,8% (una lobby influente perché, ormai, non si vede il motivo del privilegio per albergatori e turisti) e il 2,6% per i beni di prima necessità, “quali derrate alimentari, medicinali, giornali, riviste e libri, o su taluni lavori o beni in ambito agricolo”. Dunque, una certa proporzionalità esiste.
Sarebbe opportuno rilanciare una proposta già discussa e affossata nel 2004: creare una quarta aliquota sul lusso. Se uno compera una Ferrari paga il 20% di IVA, se compera una Panda l’8,1%. Ciò renderebbe progressiva l’imposta sul valore aggiunto.
Fa specie, in questa votazione, la debolezza del compromesso raggiunto, un cerottino. A favore di questo aumento dell’IVA si sono espressi Partito socialista, Centro, Verdi, Partito evangelico, Verdi liberali e Unione sindacale svizzera. Decisamente contrario il Partito liberale, contraria anche l’UDC, sebbene se tiepida perché molti suoi votanti hanno sostenuto la tredicesima.
“Si tratta di un compromesso moderato e socialmente accettabile”, ha dichiarato la consigliera federale Elisabeth Baume-Schneider, responsabile del dossier.
Secondo le stime dell’Amministrazione federale delle contribuzioni, il “previsto aumento dell’IVA comporterà un onere supplementare medio di circa 180 franchi all’anno (15 franchi al mese) per economia domestica. Le economie domestiche con un reddito mensile lordo fino a 4600 franchi spenderebbero mediamente circa 7 franchi in più al mese; quelle con redditi tra 6’700 e 9’400 franchi all’incirca 13 franchi in più e quelle con reddito superiore a 13’400 franchi intorno a 28 franchi”.
Dunque, si tratta di briciole, la montagna che partorisce il topolino. 1,4 miliardi di franchi che entrano nelle casse non sono neanche un terzo del capitale necessario per finanziare la tredicesima. Da 7 a 15 franchi di spesa in più al mese, anche per i ceti più modesti, dovrebbe essere sostenibile. Verrebbe da dire che votare sì o votare no, dal profilo dell’impatto finanziario, cambia poco o nulla, sia per chi paga, sia per chi incassa.
Allora, cosa votare? La sinistra istituzionale accetta la proposta. Il partito socialista ginevrino, il sindacato VPOD, l’MPS e il Forum alternativo sono contrari. Il confronto è sul principio: l’IVA è ritenuta antisociale e va combattuta. Come detto, l’argomento è relativo. A titolo di confronto, ricordiamo che in Europa la media dell’IVA si attesta attorno al 22%.
Vale piuttosto quanto dice il nonno citato all’inizio. Ci danno con una mano e ci tolgono con l’altra. Quindi meglio votare no!
E meglio votare no anche per un altro aspetto, non secondario. Prossimamente, e probabilmente, ai cittadini svizzeri verrà chiesto un ulteriore aumento dell’IVA per finanziare l’esercito e l’inutile riarmo dettato dalla NATO. Se si dice no all’IVA per l’AVS, a maggior ragione bisognerà dire no all’IVA per le armi.
Chiosa finale: per sostenere l’AVS, il pilastro più importante del sistema pensionistico svizzero, andrebbe introdotta un’imposta sui super patrimoni o sugli extraprofitti incassati negli ultimi anni da banche, assicurazioni, ditte di idrocarburi, farmaceutica, eccetera.
Fabio Dozio, Naufraghi, 02.11.26


