L’attacco al servizio civile è riuscito. La maggioranza dei votanti ha approvato la nuova legge che ne complica l’accesso e ridurrà il numero dei civilisti. Non è un risultato eclatante. Quasi la metà dell’elettorato ha sostenuto e difeso il servizio civile.
Il Dipartimento militare va a rotoli. Forse anche per distogliere l’attenzione da questo disastro e da questi scandali, i nostri gallonati hanno pensato, male, di rendere più difficile l’accesso al servizio civile: Governo e Parlamento hanno seguito. La perdita di fiducia nei confronti dell’esercito è abissale. C’è uno scandalo nuovo ogni mese: l’ultimo, ancora la RUAG, che ha ceduto a un ricatto degli hacker negli Stati Uniti.
Peccato che i cittadini svizzeri abbiano il paraocchi grigioverde e non si rendano conto dell’incompetenza dei vertici militari e delle bufale che propinano alla cittadinanza.
Il servizio civile è un fiore all’occhiello. Unica istituzione che funziona, forse perché non è gestito dal Dipartimento della difesa, ma da quello dell’economia. L’anno scorso 7211 giovani hanno scelto di impiegarsi in compiti di pubblica utilità, invece di perdere tempo a trastullarsi fra fucili e pistole (che sparano da sole). Bravi giovani che non si fanno imbambolare dalla propoaganda del ministro Pfister e dei suoi gallonati che aspettano i russi alla frontiera.
Chi sceglie il servizio civile non mette in pericolo l’esercito. Infatti è una bufala che manchino gli effettivi. La legge prevede 100 mila militari in servizio attivo. Per garantire il raggiungimento del numero previsto, tenuto conto dei congedi e delle partenze anticipate, il limite massimo fissato dall’ordinanza sull’organizzazione dell’esercito è di 140 mila militi. A inizio marzo dell’anno scorso figuravano 146’700 militari a disposizione. Dunque, l’esercito supera di 6’700 unità il massimo di soldati prescritto dall’ordinanza. L’Ufficio federale di giustizia ha definito illegale questa situazione. (È noto che l’esercito non brilla in aritmetica!)
Ridurre il numero dei civilisti sarà un problema per ospedali, case per anziani, imprese agricole, associazioni di aiuto ai paesi terzi, che beneficiano del prezioso aiuto dei giovani.
Se sarà più difficile scegliere il servizio civile sarà opportuno che molti giovani decidano di farsi scartare. Evitare l’esercito con una scusa qualsiasi: medici e psichiatri possono essere utili al caso. Torna d’attualità l’appello lanciato anni fa dai militanti romandi dello Sciopero per il clima: “Per etica, morale, responsabilità ecologica e sociale, – scrivevano – noi non siamo d’accordo di pagare la tassa né di svolgere il servizio militare. Non accettiamo di donare soldi e tempo a un’istituzione che è inutile e nociva di fronte alle sfide attuali come le crisi climatiche, sociali e ambientali. Esigiamo che l’esercito sia radicalmente modificato o soppresso”.
Gruppo Svizzera senza esercito – Consulenza per i soldati
Fabio Dozio, Naufraghi, 15.06.26


