La Commissione della gestione scopre che il Dipartimento della Difesa ha imbrogliato sul prezzo degli F-35. UDC e PLR chiedono un ulteriore miliardo di franchi per comperare 36 F-35 raggirando la votazione che ha fissato a sei miliardi la spesa per i jet.

 

Complimenti alla Commissione della gestione del Nazionale che è, finalmente, uscita dal letargo. Si è infatti accorta, dopo anni di studio, che il prezzo dei 36 caccia non era fisso, come annunciato dalla vecchia capa della Difesa Viola Amherd.

Una vergogna che la Commissione giunga solo ora a capire lo scandalo del Dipartimento della Difesa, i cui vertici sono tutti scappati, per cercare di salvarsi. Già nel 2022, quattro anni fa, il Controllo federale delle finanze (CDF) – uno dei pochi uffici che funziona a Palazzo – aveva affermato che dal punto di vista svizzero non esisteva una garanzia giuridica di un prezzo d’acquisto fisso nel senso di un importo forfettario.

Sono anni che diciamo che gli scandali del Dipartimento della Difesa devono essere indagati da una Commissione parlamentare d’inchiesta. Abbiamo un Parlamento federale che, in nome del riarmo, accetta scandali che avrebbero dovuto mandare a casa Amherd e i suoi gallonati incapaci.

Ma non è finita. C’è anche chi, diabolicamente, persevera.

Mentre Blocher e camerati cospargono la Svizzera di manifesti che inneggiano al “No alla guerra”, per sostenere l’ipocrita iniziativa che con la finta scusa della neutralità vuole introdurre nella Costituzione un articolo che garantisca il riarmo svizzero, l’Unione democratica di centro, seguita dai fedeli portaborse liberali, propone di aumentare la spesa per gli F-35, ormai conosciuti più per i difetti che per le doti tecniche.

Ricordiamo che il popolo svizzero ha votato un credito massimo di sei miliardi di franchi per l’acquisto dei caccia. Si prevedeva di acquistarne 36, ma gli americani hanno aumentato il prezzo. E quindi il Dipartimento della difesa ha deciso di acquistarne “solo” 30. Inutili, comunque, visto che ormai le guerre in corso dimostrano che sono più importanti i droni e i sistemi di difesa anti missili.

Ora, aggirando la decisione popolare, UDC e PLR chiedono di stanziare 1’044 milioni di franchi in più per poter acquistare 36 jet. Il tema verrà trattato il 15 settembre al Nazionale. Nel frattempo, un rapporto del Governo degli Stati Uniti ha rivelato in agosto che dal 2027 il prezzo degli F-35 potrà aumentare ancora, perché sarà necessario spendere di più per gli aggiornamenti tecnici di questi pozzi senza fondo.

Si conferma così, prima della votazione del 27 settembre, che lo scopo dell’UDC non è rafforzare la neutralità, ma spendere di più per il riarmo, beffando la volontà popolare. Vedremo se la scoperta della Commissione della gestione sul falso prezzo fisso degli F-35 scombussolerà i piani di UDC e PLR.

Aggiungiamo la recente notizia che riguarda i sistemi di difesa Patriot, acquistati dal nostro esercito dagli Stati Uniti. Alla decisione d’acquisto la spesa prevista ammontava a due miliardi di franchi, ma alla fine potrebbero costare fino a sette miliardi. Ma la vera fregatura è che non si sa quando i Patriot arriveranno in Svizzera. Secondo il capo di armasuisse, non prima del 2032!  E, tanto per cambiare, si sono già pagati centinaia di milioni di franchi in anticipo. Per la difesa aerea si prevedono investimenti dell’ordine di 20 miliardi di franchi. La consigliera agli Stati socialista Franziska Roth definisce i 20 miliardi “una quantità di denaro assurda”, perché “non abbiamo bisogno né dei Patriot né di un secondo sistema”. “Il Consiglio federale – ha detto Roth – ha fissato le priorità sbagliate”, trascurando la protezione della popolazione civile e il sistema sanitario.

Infatti, le spese per il riarmo saranno stanziate anche grazie ai tagli al sociale, alla formazione, alla ricerca, alla protezione dell’ambiente. Oltre a un  previsto aumento dell’IVA. Chi vota la fasulla iniziativa sulla neutralità contribuisce a confermare questa politica antisociale e bellicista. E gli ingenui comunisti che la sostengono facendosi incantare da Blocher diventano, come avrebbe detto Lenin, “utili idioti”.

Finiamo in dolcezza con un paio di notiziette che fanno anche ridere per non piangere, come ci abitua il Dipartimento della Difesa. Come noto, uno dei piatti preferiti della galba grigioverde è Hörnli und Apfelmus, i cornetti di pasta con la purea di mele. L’esercito ha assegnato un appalto di 670 mila franchi all’azienda italiana Melinda per l’acquisto della purea di mele, scatenando l’ira dei produttori elvetici. L’Associazione svizzera frutta ha ricordato agli ingordi gallonati che l’esercito dovrebbe privilegiare i prodotti regionali e locali.

Altro appalto gastronomico, questa volta per 18,5 milioni di franchi, stanziati per acquistare da un’azienda estone razioni da campo nei gusti dolce, salato con carne e salato vegetariano. Piccolo dettaglio, sempre della serie ridere per non piangere: secondo Inside Paradeplatz tre anni fa la stessa ditta è stata bocciata dall’esercito estone perché il suo rancio è stato giudicato insoddisfacente per la scarsa qualità e il conteggio errato delle calorie.

Chiediamo a Chatgpt come mai l’esercito svizzero continua a collezionare fregature. Risposta:  “Se per “collezionare fregature” intendi perché negli ultimi anni l’esercito svizzero sembra inanellare acquisti costosi, ritardi e problemi di gestione, la sensazione non è campata in aria. Ma il punto interessante è che non è tanto l’esercito in sé a essere ‘incapace’: è soprattutto il sistema svizzero di approvvigionamento e decisione politica che sta mostrando parecchie crepe”.

Fabio Dozio, Naufraghi, 09.09.26