Martin Pfister non vuol essere da meno. Superare i disastri fatti al Dipartimento della difesa (DDPS) dalla sua amica Viola Amherd non sarà facile, ma dai primi segnali sembra che ci stia provando. Forse può riuscire a eguagliare Paul Chaudet e Rudolf Gnägi, due vecchi direttori della Difesa, dimissionati causa scandali. L’ex colonnello Pfister ne combina un’altra, dopo aver respinto la proposta di sottoporre al Parlamento i costi aggiuntivi, più di un miliardo di franchi, dei caccia F-35: ha deciso di confermare l’acquisto di sei droni israeliani del produttore Elbit.
Il Parlamento aveva approvato l’acquisto nel 2015 per una spesa di 250 milioni di franchi. Dovevano essere consegnati nel 2019, ma c’è stato un ritardo considerevole. I primi due droni, e finora unici, sono arrivati a Emmen nel 2022. Intanto, il costo del progetto è salito a 298 milioni di franchi. Gli stessi droni hanno avuto incidenti in Israele e in India. In Svizzera si è scoperto che hanno difetti tali da non poter volare in autonomia, devono essere assistiti da un elicottero (sembra una barzelletta sui militari…).
Nel gennaio di quest’anno – come spiega la cronologia della RSI – il Controllo federale delle finanze (Ufficio che ha già bacchettato il DDPS!) ha criticato il progetto e ha definito inaffidabili i fornitori. In luglio il capo dell’armamento Urs Loher ha ammesso per la prima volta a Radio SRF che il Dipartimento della difesa potrebbe annullare l’acquisto. Elbit non ha rispettato le scadenze per il sistema di atterraggio automatico.
Dopo queste peripezie, il neo ministro della Difesa ha confermato ieri l’acquisto di questi catorci, senza chiedere garanzie sulla qualità ma, al contrario, rinunciando ad alcune funzionalità: il sistema anticollisione automatico, il sistema di decollo/atterraggio indipendente dal GPS e il sistema antighiaccio. Traduciamo, anche se non siamo addentro alla scienza militare: senza GPS non sono in grado di decollare o atterrare. Non funziona il sistema anticollisione, quindi si conferma che, se trova sulla sua rotta un parapendio lo centra, lo abbatte e si schianta. Con la nebbia e se fa freddo non può volare. Con agghiacciante humor grigioverde. Pfister ha rivelato: “Partiremo dal Ticino invece che da Emmen”. Insomma, rimarranno negli hangar o faranno piccole escursioni sopra gli aeroporti.
Ma non ha vergogna Pfister? Non è sfiorato dal senso del ridicolo? Alla Difesa siamo di fronte a uno scandalo continuo. Sbagliare è umano, perseverare è diabolico!
Ma poi, vien da chiedersi, ha capito l’ex colonnello che cosa sta avvenendo a Gaza? Guarda la televisione? Legge i giornali? Ha sentito parlare di Netanyahu e del genocidio che Israele sta compiendo? In questa situazione, anche se il drone fosse il migliore al mondo (invece, vedi sopra, trattasi di catorcio) bisognava annullare l’acquisto. La Svizzera ha seguito l’Unione Europea della Von der Leyen (che finalmente la sinistra intende sfiduciare) adottando 18 pacchetti di sanzioni contro la Russia ma zero contro Israele! Un Consiglio federale sottomesso agli Stati Uniti, alla UE e a Israele diventa complice dei crimini di Netanyahu acquistando le sue armi!
Il Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE) ritiene che questo acquisto di droni sia contrario alla legge sul materiale di guerra e al trattato internazionale sul commercio delle armi (ATT). In collaborazione con l’Associazione svizzera degli avvocati per la Palestina (ASAP) e la Lega svizzera dei diritti dell’uomo, il GssE ha avviato un procedimento civile con lo scopo di annullare il contratto d’acquisto. Socialisti, Verdi e Verdi liberali chiedono all’unisono di rinunciare all’acquisto.
Infine: a quando una commissione d’inchiesta parlamentare sugli scandali del Dipartimento della Difesa?
Tratto da Naufraghi del 05.09.25


