Il 30 novembre si vota l’”Iniziativa per il futuro”. Propone di far pagare agli ultraricchi la politica climatica con un’imposta del 50% su successioni e donazioni
I giovani antifascisti che, all’inizio degli anni quaranta del secolo scorso, frequentavano l’Osteria Becco Giallo, in via Cantonale a Lugano, amavano raccontare una battuta, forse suggerita dal gerente Dante Bassi: “Ricordati che quando un ricco ti stringe la mano, ti ha già rubato qualcosa”. Un aforisma con assonanze marxiane, che i giovani di allora hanno tramandato ai figli, e i figli ai nipoti. Giusto: certe tradizioni vanno salvaguardate!
Un concetto che può sembrare astruso, ma ribadito anche dal Barone Pierre de Coubertin, promotore delle Olimpiadi moderne, che disse: “l’onestà è un lusso che i ricchi non possono permettersi”.
Queste battute meritano di essere ricordate per capire, giustificare e condividere l’iniziativa popolare “Per una politica climatica sociale finanziata in modo fiscalmente equo (Iniziativa per il futuro)”. La proposta vuole prendere i soldi per la protezione del clima dove ci sono. Prevede l’introduzione di un’imposta federale sulle successioni e sulle donazioni delle persone fisiche. Sull’importo eccedente i 50 milioni di franchi, sarebbe prelevata un’imposta del 50 per cento, da dividere tra Confederazione, due terzi, e Cantoni, un terzo. Per un patrimonio di 100 milioni lasciato in eredità, 50 milioni si tramanderebbero, la metà dei restanti 50 andrebbe allo Stato. Gli eredi riceverebbero complessivamente 75 milioni di franchi.
Il gettito della nuova imposta, secondo i promotori, circa 6 miliardi di franchi l’anno, dovrà essere utilizzato “per combattere la crisi climatica in modo socialmente equo e per apportare all’economia nel suo complesso la trasformazione necessaria a tal fine”. Secondo le stime dell’Amministrazione federale delle contribuzioni (AFC), il gettito teorico sarebbe inferiore, pari a 4,3 miliardi l’anno.
Secondo stime dell’AFC, nel 2021 vi erano in Svizzera circa 2500 contribuenti con un patrimonio superiore ai 50 milioni di franchi, lo 0,05 del totale. I dati sono chiari. I nababbi sono sempre più ricchi, mentre salari e stipendi sono fermi e la classe media è confrontata con un aumento del costo della vita non indifferente.
Negli ultimi vent’anni, il patrimonio delle 300 persone più ricche della Svizzera è raddoppiato, raggiungendo oggi la cifra di 883,5 miliardi di franchi. I soldi ci sono, malgrado i piagnistei dei borghesi che ci ripetono la sciocca favola dello stato – famiglia. Ricordiamo che “il rapporto debito PIL della Svizzera è tra i più bassi al mondo, con il debito pubblico lordo stimato intorno al 38% del PIL nel 2023 e il rapporto del debito netto previsto al 16,8% nel 2026”.
Un recente sondaggio rivela che il 67% degli interrogati si oppone all’iniziativa e solo il 31% la sostiene. Fa specie che anche chi guadagna poco sia contrario all’iniziativa. Insomma, anche la classe media o medio bassa preferisce pagare imposte di tasca propria piuttosto che chiedere soldi ai super ricchi. Come mai? Atteggiamento reverenziale nei confronti dei miliardari? Masochismo? Forse. Ma soprattutto, timore che l’iniziativa abbia un effetto negativo, come il pensiero unico borghese prefigura. La storia è la solita: se si aumentano le tasse ai ricchi, questi scappano dalla Svizzera e alla fine si perde gettito fiscale e quindi le imposte aumentano per tutti.
Può darsi che qualcuno lasci la Svizzera per qualche altro paradiso fiscale. Ma è tutto da dimostrare. In genere i benestanti che scelgono questo Paese lo fanno per la qualità di vita, per la sicurezza, per la comodità, per le scuole, per il sistema sanitario, ecc. La fuga dei nababbi è uno spauracchio agitato dai contrari all’iniziativa. È invece vero che molti super facoltosi, spaventati o previdenti, in questi ultimi mesi hanno già lasciato ai parenti le loro fortune.
In Spagna l’imposta di successione può ammontare all’81%, a dipendenza delle regioni e del grado di parentela, Belgio 80%, Francia 60%, Germania 50%. Regno Unito 40%. Negli Stati Uniti era del 77% ai tempi del New Deal fino agli anni settanta, ora è del 40%.
Il 50% previsto dall’iniziativa elvetica è in linea con questi Paesi.
L’iniziativa per il futuro, lanciata dai giovani socialisti, è sostenuta dal PS, dai Verdi e dal Partito del lavoro. Dieci anni fa, un’iniziativa analoga che proponeva di tassare le eredità milionarie per finanziare l’AVS è stata bocciata sonoramente dal 71% dei votanti. Il 30 novembre non sarà facile spuntarla, visto il sondaggio citato.
È ora di correggere le disuguaglianze di questo Paese combattendo l’avidità dei capitalisti e andando a prendere i soldi dove sono stati accumulati!
Il 30 novembre sì all’iniziativa per il futuro!
Tratto da Naufraghi del 21.10.25


