Mentre i giovani UDC si sollazzano con prese di posizione contro il diritto a manifestare o allora contro gli stranieri, i giovani liberali si danno un’aria più seria. Ciò non impedisce però che si becchino delle sconfitte sonore. Famosa fu la loro iniziativa popolare con la quale volevano immediatamente alzare l’età di pensionamento a 67 anni, prevedendo però (tanto per non farsi mancare niente) un suo ulteriore prolungamento costante in base alla crescita dell’aspettativa di vita. Alle urne l’iniziativa fu giustamente massacrata.

Con impeto post-adolescenziale si stanno ora occupando del riarmo. Naturalmente, non seguendo l’onda della maggioranza della gioventù europea, che sta sonoramente manifestando contro i fautori della guerra e di un riarmo demenziale.

No, se ne guardano bene. Non contenti che il nostro Parlamento sta già votando ulteriori miliardi per un esercito totalmente inutile, chiedono che le spese militari “vengano triplicate” e che tutti (probabilmente si intende tutte, perché i maschi già devono…) debbano essere obbligati al servizio militare. Poi, facendo un occhiolino a quanto realizzato dallo stato genocida israeliano, chiedono che la Svizzera sia protetta da un “ombrello anti-missile totale” come appunto il famigerato DOME. È vero che in fondo si accodano all’isteria riarmista dominante, ma il loro giocare alla guerra sembrerebbe avere soprattutto a che fare con una pubertà mal gestita e con istinti incontrollati da suprematisti guerrieri. In questo senso copie giovanili del terrificante e demente ministro della guerra statunitense.