La mattina del 2 maggio (ripetuto poi sino a mezzogiorno del giorno dopo!) le notizie alla RSI iniziavano con i “Disordini dopo il corteo del 1° maggio a Lugano”. Coloro che ci erano stati si sono immediatamente chiesti: dove? quando? possibile che non abbia visto i black bloc?

Nel dare la descrizione dei disordini si capiva poi però che il tutto con il corteo non c’entrava assolutamente niente: verso le 23(!) alcuni tifosi di “due squadre ticinesi di hockey (quali saranno mai?) si sono scontrati violentemente alla pensilina di Lugano”.

L’annunciatrice della RSI sembrava poi meravigliarsi che, contattata, l’USS non abbia voluto commentare. La prossima volta magari la contatterete semmai piovesse, per chiederle un commento?

Ne ha approfittato invece la Municipale liberale luganese Valenzano Rossi (vedi CdT, 4 maggio) in una lunga disquisizione sulla violenza in politica dove la confusione era imperante, passando allegramente dal prendersela con i tifosi violenti alla solita teoria balorda degli “opposti estremismi”.

L’onorevole Municipale dovrebbe piuttosto chiedersi come mai Lugano sia la sola citt. svizzera che i gruppi nazifascisti scelgono sempre per dimostrare (che giochino un ruolo i contatti di alcuni municipali con Vannacci?) e come mai indubbiamente una parte delle tifoserie luganesi abbiano tendenze fascistoidi.