Altri compagni presenti hanno posto l’accento sulla passione e l’umiltà con cui fin da giovanissimo Sergio ha accompagnato la sua militanza: i volantinaggi fuori dalle fabbriche, gli incontri con gli operai, i viaggi tra le varie città del paese… L’ultima faccia, quella (per così dire) di tolla, se l’è riservata il direttore a scadenza della RSI Maurizio Canetta. Si è speso “anema e core” per esprimere l’orgoglio di aver avuto tra i giornalisti della televisione un collaboratore prezioso come Sergio Agustoni. Si è soltanto dimenticato di dire che per molti anni il suo “prezioso collaboratore”, nonostante avesse molte qualità, è stato oscurato dalla direzione RSI, messo in un angolo a causa del suo ingiusto coinvolgimento nel processo “7 aprile” – dal quale, come era prevedibile, è poi uscito assolto.

Come diceva Montale: “La memoria non è peccato finché giova”. Si vede che a Canetta il ricordo di quell’ingiustizia non giovava.