Nel pieno della campagna per la difesa del servizio pubblico, ovvero per combattere l’iniziativa 200 franchi bastano, uno dei direttori della RSI, Matteo Pelli, il 19 gennaio ha pensato bene di fondare un’agenzia di comunicazione.
Come dire: “Qui potrebbe mettersi male, si salvi chi può”. Con un capitale nominale di centomila franchi (100’000.-) è nata click-lab Società anonima che si occuperà – come dice il Registro di commercio – della “creazione e la gestione di campagne pubblicitarie e di piani di marketing, la gestione dei social media, l’organizzazione di eventi e la gestione delle pubbliche relazioni, lo studio e l’allestimento di immagini coordinate, ricerche di mercato, piani di media e di promozioni vendita, la consulenza per sistemi di distribuzione e organizzazione aziendale. Può acquistare partecipazioni in altre società”.
Dunque Pelli sarebbe già pronto a lanciarsi in una nuova avventura televisiva, se qualche paladino delle tv private volesse far concorrenza alla RSI. Però, per intanto, non molla il posto di direttore che gli frutta un lauto stipendio. Cosa aspetta a mollare? Forse quando avrà firmato qualche contratto con banche amiche o con amici di famiglia che gli garantiranno un reddito congruo?
In ogni caso, l’amico d’infanzia Mario Timbal, direttorissimo della RSI, che l’aveva richiamato a Comano dopo il passaggio a Teleticino, gli ha già garantito la possibilità di continuare le collaborazioni, da esterno, con l’abbandonata RSI. Gli spettatori e i radioascoltatori del mattino continueranno a sganasciarsi seguendo il sorriso stampato del Matteo a Caracas, il programma tenuto in piedi da Casolini dove Pelli si limita a ridere in continuazione. In realtà, c’è poco da ridere!

