In un referendum storico, la grande maggioranza del popolo ticinese ha detto pochi anni fa che non ne vuole sapere di inciuci tra l’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) e le cliniche private.
Nonostante ciò, due anni fa (e ne abbiamo parlato spesso su queste pagine) EOC ha portato a termine a Locarno una stretta collaborazione con la clinica Santa Chiara (appartenente al Gruppo Moncucco) nel settore dell’ostetricia e della ginecologia.
L’ostetricia (che finanziariamente rende poco) passava da Santa Chiara all’Ospedale La Carità di Locarno, mentre quest’ultimo rinunciava alla ginecologia, che veniva concentrata, salvo i casi di particolare difficoltà, alla Clinica Santa Chiara: sembrerebbe che casi di particolare difficoltà non ce ne siano stati (da Guiness!). Ora è evidente che da un punto di vista economico (anche se cifre non sono mai state pubblicate) quest’accordo era a favore di Santa Chiara, perché la ginecologia (soprattutto con il settore della senologia) economicamente è di gran lunga molto più importante dell’ostetricia.
Recentemente, in un comunicato stampa dai toni trionfalistici, EOC e Clinica Santa Chiara hanno comunicato di voler intraprendere altri passi verso quella che sembrerebbe addirittura poter diventare una fusione tra le due entità. Nello stesso comunicato si parlava di “risultati positivi dell’esperienza di collaborazione tra ostetricia e ginecologia”, anche se nessuno ha mai visto delle cifre pubblicate.
Tutti gli esperti sono molto scettici sul fatto che, almeno per EOC, quest’operazione sia stata un successo. Ciò che sicuramente ha creato, sono stati molti malumori all’interno del EOC stesso. Sul nuovo progetto non si sa nulla di concreto. A Locarno si sussurra che Santa Chiara avrebbe interesse a fare una simile collaborazione, perché per poter continuare la sua attività, dovrebbe investire molti milioni nel rimodernare la struttura e la logistica della clinica. E siccome quasi tutto quello che è ambulatoriale (e che rende!) i medici che lavorano a Santa Chiara se lo fanno nel loro studio, la clinica non è mai stata finanziariamente solida.
Sembrerebbe che si voglia trasportare tutto o quasi tutto quello che attualmente fa la clinica all’interno dell’Ospedale La Carità, ma tenendo separate le due entità. Come questo possa essere possibile con filosofie di cure molto diverse, contratti di lavoro non paragonabili e medici privati che vedono l’EOC come fumo negli occhi, è molto difficile da capire. C’è chi sussurra anche che l’attuale direttore della Carità, che tra qualche anno andrà in pensione, voglia prepararsi un futuro nel settore privato. Un affaire, dunque, molto poco chiaro e che seguiremo molto da vicino.

