Queste sospensioni dei voli rappresentano un nuovo duro colpo al turismo cubano, che ha già parecchie difficoltà a riprendersi, anche perché avendo Trump messo Cuba sulla lista dei “paesi che aiutano il terrorismo” (e Biden non ha cambiato per niente questa decisione demenziale), chi va sull’isola caraibica non può in seguito andare negli Stati Uniti se non ha un visto, ciò che richiede lunghe e costose procedure.
Evidentemente Swiss e Lufthansa vogliono fare un piacere a Trump e soprattutto al suo segretario di stato Rubio (legato alla mafia cubana di Miami), che vogliono una volta per tutte riconquistare Cuba. Nel frattempo Cassis ha sospeso tutti i programmi d’aiuto economico a Cuba, avendo cancellato quasi tutta l’attività della divisione d’aiuto allo sviluppo all’America Latina. L’aiuto a Cuba era stato deciso da Flavio Cotti: ci è voluto un altro ticinese per sospenderlo.
La Svizzera ufficiale sta quindi facendo tutto il possibile per sostenere l’asfissiante e criminale blocco economico contro l’isola caraibica. Ormai non c’è più quasi nessuna banca nel nostro paese che accetti, non soltanto le transazioni con Cuba, ma addirittura all’interno del territorio nazionale il pagamento delle quote sociali che i membri di MediCuba o dell’Associazione Svizzera-Cuba devono annualmente versare.
Tutto ciò è chiaramente contrario al diritto internazionale, anche perché da decenni l’Assemblea generale dell’ONU annualmente decide che il blocco economico statunitense contro Cuba è illegale. Ma mentre si fa la voce grossa contro Putin, quando si tratta di Washington, tutti si mettono in ginocchio. Anche quando magari non è neanche necessario.

