Una decisione demenziale visto che siamo già il paese al mondo dove i singoli pagano di più di tasca propria. Ma oltre a tutto ci sono fior fiore di studi che dimostrano che l’aumento delle franchigie non fa per niente diminuire i costi. L’unico effetto è quello di far andare più tardi dal medico soprattutto i meno abbienti, cosicché le diagnosi vengono poste più tardi e quindi i costi poi delle terapie aumentano, annullando completamente il possibile effetto “positivo sui costi” dell’aumento delle franchigie. Ma come per altri temi, pretendere e chiedere ai nostri parlamentari di informarsi sui risultati degli studi esistenti è troppo: loro decidono di solito in base ai riflessi della loro pancia e soprattutto seguendo le soffiate dei vari lobbisti.

Non dimentichiamo che le casse malati sono tra tutte le organizzazioni quelle che hanno il più gran numero di parlamentari al loro servizio. I parlamentari ticinesi dovrebbero poi essere a conoscenza degli appelli lanciati sia dal Cardiocentro che dallo IOSI, in cui si certifica che a seguito degli aumenti dei premi di cassa malati e del fatto che troppe persone, per proteggersi, scelgono franchigie alte, da diverso tempo parecchi pazienti arrivano troppo tardi e quindi con malattie poi difficilmente curabili. Quando smetteranno i parlamentari di fare solo gli interessi dei cassamalatari?