Amalia Mirante deve il suo successo elettorale in gran parte al sostegno quasi asfissiante dei media di regime (TeleTicino, Corriere del Ticino) che ne hanno fatto una specie di Giovanna d’Arco.

Amalia ripaga questa fiducia combattendo tutto quanto viene proposto dalla sinistra, ma ultimamente ha passato ogni limite. Non c’è dubbio che l’iniziativa per limitare i premi di cassa malati al 10% del reddito disponibile ha rappresentato per la sinistra “la madre di tutte le battaglie”. Perché i premi sono diventati e di gran lunga il problema principale dei Ticinesi. Amalia è stata la star della conferenza stampa di tutti i contrari all’iniziativa: c’erano proprio tutti, mancava solo un rappresentante del famoso “partito dell’ombrella”.

Amalia, economista a tempo perso, ha fatto di ogni erba un fascio, deridendo i calcoli di economisti molto più seri (pensiamo a Sergio Rossi), che hanno dimostrato come l’aggravio di 300 milioni sbandierato dal Consiglio di Stato era di molto esagerato e che tutto poteva essere finanziato senza grosse difficoltà. La Mirante ha paventato di tutto: una tragedia per le casse cantonali e comunali, tagli in tutti i settori (dalla cultura all’educazione e allo sport) e soprattutto ha sparato ad alzo zero contro le proposte del PS, su come si potrebbe finanziare l’aggravio creato dall’aumento di questi sussidi. Tra l’altro gli iniziativisti non avevano nessun obbligo di proporre delle soluzioni su come trovare i fondi necessari: questo sarebbe poi stato il compito dell’autorità politica! Hanno nonostante ciò cercato di farlo, con delle proposte tutto sommato sensate, anche se un po’ complicate.

Ma per Amalia ciò che conta è scagliarsi contro la sinistra e le sue proposte e di questo la Mirante se n’è fatta una ragione di vita. Che poi a soffrirne possano essere i Ticinesi, non sembra interessarle molto. Importante è dare una mano alla destra, che sicuramente continuerà a sostenerla anche in futuro.