Era quello il succo degli interventi dei due Andrea: Giudici (UDC) e Sanvido (Lega) durante il dibattito in Gran Consiglio sul preventivo; cioè quando si parlava dell’USI. Secondo loro: Troppi professori stranieri, dicasi italiani, troppi studenti stranieri, anche qui dicasi italiani, insomma “Un’università italiana in Svizzera” com’è stata parafrasata – “e nümm a pagom”, sottinteso! Lega e UDC non vogliono capire che ogni università, se non vuole diventare meramente provinciale, deve aprirsi sul mondo, sull’universo? Lo insegnano i politecnici federali con professori e studenti dal mondo intero.
Quanti studenti ticinesi sono usciti dal piccolo Ticino per formarsi, non pochi negli atenei italiani e quanti sono i Ticinesi a insegnare nelle università in giro per il mondo? Il mondo della scienza non dovrebbe conoscere confini. Eppure: se la Svizzera non si apre agli studenti che arrivano da fuori dei suoi confini, i suoi studenti saranno ancora più ostacolati in Europa di quanto non lo siano già. Trump vuole escludere gli stranieri dalle università US-americane. Guardiamoci bene dall’imitarlo.
P.S. Ai leghisti ricordiamo che USI è nata grazie al pateracchio Buffi-Bignasca che ne affidava il controllo ad una Comunione e Liberazione (CL) molto italiana.

