A proposito si veda la piattaforma, frutto di una serie di discussioni tra le varie organizzazioni, riassunta nel volantino che pubblichiamo a piè di pagina. Alla prima riunione, dove si sono prese le decisioni fondamentali, era naturalmente invitato anche il PC: assente, ma presente c’era un membro del comitato dell’Associazione Svizzera-Cuba, strettamente legata al PC.
Dai socials abbiamo poi appreso che le critiche, oggettivamente abbastanza moderate, alla gestione autoritaria di Maduro, per il PC erano inaccettabili: secondo loro quindi, con un volo pindarico stratosferico, la manifestazione era riassumibile in una presa di posizione tipo “né con Trump né con Maduro”. Da non credere.
Ricordiamo a Max e compagni che in Venezuela una serie di compagni, che hanno criticato la svolta anche neoliberale di Maduro degli ultimi anni (si vedano in proposito i numerosi articoli di C. Fanti nel Manifesto) sono finiti in galera: fatto che dovrebbe essere noto anche in Ticino. In proposito citiamo il membro del Politburo del Partito Comunista venezuelano Carlos Falcon, intervistato dal quotidiano tedesco Junge Welt (9 gennaio 2026), il giornale più a sinistra nell’area germanofona e vicino alle posizioni della DKP (Deutsche Kommunistische Partei), Falcon che tra l’altro dichiara: “già nel 2019 abbiamo denunciato le conseguenze della svolta neoliberale nella politica economica come pure una politica autoritaria di controllo più stretto e di repressione esercitata dal governo di Nicola Maduro…”. In seguito a ciò…“il disprezzo della Costituzione e delle leggi divenne allora la norma”.
In una lettera ufficiale abbastanza delirante mandata dal PC ticinese alla direzione di Medicuba Svizzera si chiedevano le ragioni per cui quest’associazione aveva sostenuto questa manifestazione accusando anche in sostanza Franco Cavalli di essere caduto in una trappola, tesa con soli scopi elettoralistici da MPS.
Al di là delle Alpi ci si è limitati a scuotere la testa.

