Tutte le previsioni segnalano che, se non si modifica qualcosa di fondamentale nelle condizioni di lavoro del personale infermieristico, aumenterà ancora il numero di coloro che abbandonano la professione e molto presto avremo un’enorme mancanza di personale infermieristico, che non potrà sempre essere compensato da personale frontaliero.
Anche per questo, nel 2021 il 61% degli svizzeri hanno approvato l’iniziativa “Per cure infermieristiche forti”: un ruolo importante nel risultato lo giuocò la consapevolezza di quanto le/gli infermiere/i avevano fatto durante l’epidemia di Covid. L’iniziativa chiedeva con richieste molto chiare che venissero migliorate le condizioni di lavoro del personale infermieristico. Il Consiglio Federale si è preso tutto il tempo prima di cominciare ad attuare l’iniziativa.
Per intanto ha aumentato solo i finanziamenti per la formazione di nuove/i infermiere/i, anche se questo non è l’aspetto più importante dell’iniziativa, in quanto se non si migliorano le condizioni di lavoro, alla fine saranno semplicemente di più le/gli infermiere/i che dopo qualche anno se ne vanno. L’iniziativa domandava un miglioramento netto dei salari, ma soprattutto delle condizioni di lavoro in generale: p. es. che venisse fissato un numero minimo di infermiere/i che devono essere presenti, adattandolo naturalmente alle varie specialità ed ai vari reparti. Quest’ultimo aspetto il Consiglio Federale non ha voluto nemmeno considerarlo, ritenendolo troppo difficile: ha inoltre fatto orecchio da mercante anche sulla necessità di avere contratti collettivi obbligatori.
Nelle sue proposte minimaliste il governo ha semplicemente voluto ridurre da 50 a 45 il massimo delle ore settimanali di lavoro richiesto, ha aumentato del 50% l’indennità per il lavoro notturno e ha richiesto anche un paio di altri miglioramenti marginali. La maggioranza liberale e UDC nella commissione della sanità del Consiglio Nazionale (e ci sono pochi dubbi che quasi sicuramente il plenum li seguirà) ha però rifiutato quasi tutte queste proposte, alcune riducendole ulteriormente (altre semplicemente negandole) con la scusa che sarebbero troppo care, ciò che farebbe aumentare i premi o le imposte.
Quindi la ragione è sempre la stessa: proteggere i ricchi finché paghino le imposte più basse possibili. C’è da sperare veramente che il personale infermieristico si ribelli una volta tanto in modo compatto: in particolare sono iniziati i preparativi per uno sciopero nazionale, che saluteremmo con un grande entusiasmo. Inoltre, nel giro di 48 ore più di 150.000 persone hanno firmato un appello al Parlamento federale affinché rispetti la volontà popolare. Affaire à suivre da vicino.

