Mentre tutta la sinistra si batteva con grande intensità ed unità per la 13ma AVS, la consigliera federale Baume-Schneider, che taluni definiscono come appartenente all’ala sinistra del PSS (!), si è battuta con caparbietà in tutti i media contro questa revisione.

È anche vero che la collegialità obbliga a farlo (e qui ci sarebbe già un motivo per dubitare che il PSS possa restare nel Consiglio Federale). Ma non dimentichiamo come Blocher riusciva, anche quando difendeva le posizioni del Consiglio Federale, a far capire che non era d’accordo: niente di tutto ciò l’abbiamo invece trovato negli interventi di Baume-Schneider. E sì che poi il suo cantone, il Giura, ha accettato l’iniziativa con una maggioranza bulgara attorno al 90%.

Baume-Schneider sta ora brutalmente recidivando battendosi all’arma bianca e con argomenti al limite del demagogico contro l’iniziativa socialista che vuole limitare i premi di cassa malati: quasi insopportabile, ormai. Ancora peggio, se possibile, sta facendo B. Jans: ma almeno da lui si sapeva da sempre che fa parte della destra socialdemocratica. Sia venendo a Chiasso che a Boudry (Neuchâtel) ha preso posizioni molto dure sui temi legati ai migranti. Sembrava di sentir parlare la sfrontata Keller-Sutter o addirittura un UDC. Di peggio stan facendo solo il sempre meno simpatico consigliere nazionale Fabio Molina che, in combutta con la peggior destra statunitense, ha ormai fatto della propaganda anticinese il suo scopo di vita, mentre i diversi portavoce del PSS sui temi militari (con Franziska Roth in primis), sulla scia della persistente isteria anti-Putin, non solo si sono messi l’elmetto, ma stanno sempre di più perorando l’avvicinamento alla NATO. Quo vadis PSS?