Poi quando era candidato profilato della lista rosso-verde per il Consiglio di Stato, che tra i suoi punti programmatici aveva la difesa ad oltranza della scuola e della sanità pubblica, faceva l’occhiolino alle cliniche private. Ora, dopo la recente conversione al cattolicesimo, si candida alla direzione del Collegio Papio, sin qui feudo di Comunione e Liberazione. L’abbiamo sempre ammirato per la sua difesa dell’autogestione del Molino, da sempre odiato dai reazionari luganesi e demolito contro ogni legalità dal Municipio di Lugano. Trasformare il Collegio Papio in una sede molinara? La vediamo parecchio dura.