Mi trovavo a Cefalonia 10 anni fa, quando nel bel mezzo dell’estate il popolo greco respinse il 5 luglio 2015 massicciamente (con oltre 2/3 di No) i piani di risparmi obbligatori e di tagli un po’ in tutto i settori che l’Unione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale volevano imporre al governo di sinistra (Syriza) presieduto da Tsipras.
Il No fu particolarmente chiaro nelle isole ioniche, da sempre dominate dalla sinistra, anche per l’importante ruolo giocato li dalla resistenza partigiana contro il nazifascismo. Avrei voluto andare ad Atene ad attendere i risultati, ma faceva troppo caldo. A Cefalonia la gente ballava nelle strade, si congratulava, c’era un’atmosfera come se si fosse vinta una guerra o il campionato del mondo di calcio. L’Οχι aveva vinto, l’orgoglio greco aveva avuto il sopravvento di fronte all’arroganza e alla crudeltà economica dell’establishment capitalistico europeo.
Ad Atene aspettarono abbastanza a lungo prima che Tsipras apparisse in piazza Syntagma. Il suo discorso fu estremamente moderato e la folla non ne fu entusiasta. Il giorno dopo a Bruxelles Tsipras avrebbe accettato il diktat annunciato fondamentalmente dal ministro tedesco dell’economia Schäuble: o accettate il piano (che era stato rifiutato nel referendum) o allora vi cacciamo dall’Unione europea.
Più tardi si seppe che immediatamente dopo che fu chiara la vittoria dell’Οχι e prima che Tsipras parlasse in piazza Syntagma, Schäuble l’aveva chiamato al telefono. “Ti congratulo per la tua vittoria: allora adesso esci dall’UE? ” Alla risposta di Tsipras, che gli diceva di non averne la minima intenzione, Schäuble aveva già a quel momento presentato il diktat a muso duro.
Da allora in Grecia ben pochi credono ancora nella democrazia, anche se tutto il mondo dice che questa è nata dalle loro parti. La sinistra al governo, che aveva trangugiato questo rospo enorme, entrò ben presto in crisi e da allora non si è mai più riavuta. Ancora oggi domina un governo di destra, che ha svenduto (soprattutto a circoli economici germanici) tutto quello che si poteva svendere (aeroporti, strutture turistiche, autostrade, treni: quest’ultimi svenduti all’Italia, ecc.). Il welfare è stato in gran parte distrutto, la gente è molto scontenta. Il governo però si mantiene al potere sfruttando soprattutto il problema dei migranti che approdano sulle rive greche, contri i quali è facile creare una risposta demagogica di tipo xenofobo.
Franco Cavalli

