Il nuovo cancelliere di ferro Friedrich Merz ha avuto un inizio col botto. Prima ancora che entrasse in funzione il nuovo Bundestag, con quello che non può che essere definito un colpo di stato bianco, ha fatto approvare dal vecchio Bundestag (in quanto era necessaria la maggioranza dei 2/3, che nel nuovo non avrebbe avuto) il folle piano di riarmo di molte centinaia di miliardi (formalmente all’interno del piano UE, diretto però dalla von der Leyen, anche lei CDU e amica di Merz).
Il riarmo tedesco è immediatamente partito alla grande: se negli ultimi due anni la Germania era ufficialmente in recessione, adesso i conti stanno già tornando positivi. Usare il riarmo per uscire dalla crisi economica è una vecchia regola del “Keynesianesimo militare”, che aveva già impiegato con successo anche Hitler. Oggi questo folle piano viene giustificato con l’idiozia della telenovela che racconta che senza questo riarmo, i carri armati di Putin arriverebbero presto sino a Lisbona. E ciò mentre la Russia è al limite del default, la sua armata convenzionale è probabilmente più debole di quella turca, e soprattutto con l’ingravescente crisi demografica, Putin ha tutt’altro che dei problemi di Lebensraum…
Il problema di fondo è invece che con l’esplosione della sempre più enorme massa finanziaria a disposizione dei mercati, questi hanno sempre più difficoltà a trovare investimenti che rendono: e senza questi il capitalismo va in crisi. Questo Merz, che era uno dei capi di BlackRock, il fondo finanziario più importante al mondo e che ha un budget superiore a quello della maggior parte dei paesi europei, lo sa benissimo. Con la sua scelta, quindi, tiene a galla il capitalismo e rincorre l’obiettivo, da lui dichiarato senza molta vergogna “di fare nuovamente della Germania il paese con l’esercito più potente in Europa”.
Già Angela Merkel, che ben conosceva il soggetto, ci aveva messo in guardia di fronte a questo super falco dell’imperialismo occidentale.
Contemporaneamente AfD continua a progredire nei sondaggi… Il tutto ricorda sempre di più gli ultimi anni della Repubblica di Weimar. E se un domani ritrovassimo in una Germania riarmata sino ai denti un governo di coalizione tra la destra CDU-CSU diretta da F. Merz e l’AfD? Questa prospettiva, tutt’altro che impossibile, dovrebbe far paura a tutti, anche a quelli che all’interno del partito socialista svizzero, in un’ubriacatura di bellicismo antirusso, sembrano approvare questi piani di riarmo europei, che alla fine si ridurranno in un trionfo di una Germania sempre più imperialista. Una prospettiva che deve far paura a tutti.

