Su ordine di Trump, Roche e presto anche Novartis, dovranno tartassare i pazienti svizzeri.

Ha fatto sensazione un mese fa il fatto che Roche a partire dal 1° agosto abbia ritirato dal mercato svizzero un farmaco, di cui molto si era parlato per la terapia dei tumori linfatici (linfomi). Il farmaco, di cui però non c’è ancora una prova definitiva di una attività chiaramente superiore a quella dei farmaci tradizionali, sembra promettente e parecchi oncologi avevano cominciato ad usarlo. Roche l’ha tolto dal mercato, perché voleva aumentarne il prezzo (già molto alto, parliamo di cifre attorno ai 100’000 franchi all’anno per un singolo paziente), ciò che l’Ufficio federale competente (BAG) non ha accettato.

Non è la prima volta che ci sono queste differenze nelle valutazioni dei prezzi, è però la prima volta che una multinazionale svizzera decide di togliere dal nostro mercato un farmaco che aveva già cominciato a circolare. La ragione, di cui però poco si è parlato nei media, è chiara: ha a che fare con gli ultimatum che Trump sta lanciando un po’ a tutto il mondo. Il tycoon ha fatto il seguente discorso ai monopoli farmaceutici: il prezzo che voi richiedete negli Stati Uniti è il più alto al mondo. Questo è un problema politico enorme e io devo cercare di fare qualcosa, in vista delle elezioni di mid-term (novembre 2026), quindi, anche se poi bisognerà verificare la portata della promessa, dovreste diminuire un po’ i prezzi negli Stati Uniti. Io non voglio però che voi guadagniate meno: quindi la prima cosa che dovete fare è aumentare i prezzi che pagano i pazienti in Europa che, secondo me, sono scandalosamente bassi!

Di fronte alle minacce di Trump, sia Roche che Novartis avevano già promesso di investire miliardi negli Stati Uniti in nuovi centri di produzione e di ricerca (Quaderni Alternativi no. 55). Ma questo, come avevamo previsto, non basta. Per calmare il tycoon e non guadagnare di meno (altrimenti i valori borsistici scendono… anche se nessun’altra industria guadagna altrettanto di quella farmaceutica!) si sono decisi ad aumentare i prezzi in Europa. Roche ha fatto da battistrada in Svizzera, Novartis ha però già annunciato che farà lo stesso prossimamente.

Tempi grami si prospettano quindi per i nostri pazienti. Già sappiamo che negli ultimi cinque anni più di un terzo dell’aumento dei costi della salute è da attribuire all’esplosione dei prezzi dei farmaci. È la voce che sta crescendo più in fretta. Se ora, per tranquillizzare Trump, i monopoli farmaceutici fanno aumentare ancora questi prezzi, già stratosferici, i nostri premi di cassa malati aumenteranno ancora di più o allora i nostri pazienti non avranno più diritto ad avere gli ultimi ritrovati dalla scienza farmaceutica.