La RSI non perde occasione per mettersi in riga con il Dipartimento della Difesa. Il TG pubblicizza ogni settimana le prediche del colonnello Pfister a favore del riarmo. Il settimanale Falò non è da meno. Lo scorso 26 maggio si è occupato del caccia F-35, proponendo un servizio con un titolo chiaro: “Scandalo o errore”. Il documentario era ben fatto e metteva in risalto il disastro dell’acquisto dei 36 F-35 per sei miliardi di franchi. L’ex capo del Controllo federale delle finanze, un alto funzionario e non un politico di sinistra, ha denunciato il “Fiasco totale: finanziario, militare e politico”.
I problemi legati all’F-35 sono innumerevoli. Prezzo ballerino, costi di manutenzione esorbitanti, rumore intollerabile, costo d’esercizio astronomico, dipendenza dal Pentagono, eccetera.
Il servizio denunciava alcuni di questi aspetti e perfino il colonnello Michele Moor ha ammesso che Viola Amherd non era la persona giusta al vertice del Dipartimento.
Dopo il prudente servizio, con anche due piloti di caccia intervistati che elogiavano l’F-35 (come chiedere a un oste se il suo vino è buono), cosa si propina dallo studio?
Le valutazioni del consigliere nazionale Alex Farinelli che, per il mestiere che fa, dovrebbe essere più a suo agio con i mattoni che con i caccia. Infatti la spara grossa: negli ultimi anni si sono risparmiati 100-150 miliardi di franchi con l’esercito, afferma. Ma perché avremmo dovuto spendere quei soldi? C’è stata una guerra? Farinelli, è dal 1945 che l’esercito si trastulla inutilmente, quindi abbiamo speso centinaia di miliardi inutilmente, altro che risparmio!
Farinelli ammette che ci sono stati errori e pasticci, ma il bisogno di sicurezza è superiore e quindi era inevitabile scegliere il jet americano. Il pensiero è semplice: siccome i caccia di quinta generazione sono prodotti solo da Russia, Cina e Stati Uniti, a noi tocca scegliere gli Stati Uniti, perché sarebbero democratici. Non passa per la testa al deputato che si potevano acquistare gli europei Eurofighter, di generazione 4,5. Basta scorrere in rete e interrogare l’IA per scoprire che il caccia europeo è considerato, per certi versi, più performante di quello americano e comunque sufficiente per il nostro paesucolo.
Cosa se ne fa la Svizzera di un caccia di ultima generazione – con l’informatica gestita dal Pentagono – efficace soprattutto per manovre di attacco al suolo?
Semplice: i vertici militari, e i politici che li hanno seguiti pedissequamente, non hanno valutato le qualità dell’ F-35. Hanno scelto il velivolo che andava bene alla NATO e agli USA. In caso di conflitto, sarà infatti la NATO a usarli. Noi li paghiamo.
Il servizio pubblico radiotelevisivo dovrebbe offrire un’informazione “pluralistica ed equilibrata, garantendo l’espressione di opinioni e punti di vista diversi in modo corretto e oggettivo”. Per lo studio di Falò sarà per la prossima volta, forse.

