Da mesi gran parte dell’opinione pubblica svizzera si sta rivoltando contro il silenzio di tomba del nostro Consiglio federale di fronte al genocidio che sta capitando a Gaza.

Chi avesse ancora avuto qualche dubbio su questo genocidio, sicuramente deve averlo perso dopo che l’ex-capo dell’esercito israeliano Halevi ha riconosciuto che “sinora almeno il 10% della popolazione di Gaza è stata uccisa o ferita”. Ciò significa che addirittura secondo fonti israeliane le vittime sinora (e siamo prima dell’ultimo terribile assalto a Gaza City!) sono almeno 210.000 (la popolazione era 2.1 milione), mentre secondo fonti mediche occidentali i morti dovrebbero aver superato già da un po’ i 100.000 (Lancet, febbraio 2025). Le vittime, sempre in base a dati israeliani, sono nel 85% dei casi civili: una percentuale superata solo da quanto avvenuto in Ruanda. Non c’è quindi orma più nessun dubbio che si tratti di un genocidio: l’ultima conferma è arrivata recentemente dal rapporto della speciale commissione dell’ONU.

Di fronte a questo enorme dramma, il peggiore di questo secolo, se il PS ed i Verdi non avessero richiesto con procedura d’urgenza un dibattito, il nostro Parlamento non avrebbe mai parlato di Gaza, facendo il verso al Consiglio federale: ultimamente, in camera caritatis, un membro del governo nazionale ha riconosciuto “di Gaza nelle nostre riunioni non parliamo quasi mai”. Il 15 settembre quindi il Consiglio nazionale finalmente, essendo obbligato a dar seguito alla richiesta urgente di PS e Verdi, ha discusso obtorto collo la mozione intitolata “Crimini israeliani nella guerra di Gaza, misure per far rispettare il diritto umanitario e quello internazionale”. Il dibattito è stato molto acceso anche per la decisione dell’ufficio presidenziale di rifiutare un minuto di silenzio in ricordo delle vittime a Gaza! Quando il PS Fabio Molina, essendo alla tribuna, ha cercato di far realizzare questo minuto di silenzio, è stato bloccato e minacciato d’espulsione dall’aula.

Alla fine con 126 voti contro 66 il Consiglio Nazionale ha rifiutato di condannare quanto Israele sta facendo a Gaza e di chiedere che la Svizzera metta in atto misure per cercare di bloccare il massacro della popolazione palestinese. Tra l’altro secondo l’ultimo rapporto dell’ONU, i paesi che non fanno il possibile per bloccare questo genocidio, ne diventano corresponsabili, anche giuridicamente. Hanno votato a favore solo Socialisti e Verdi più due consiglieri nazionali del Centro (tra cui il ticinese Fonio).

Che i due rappresentanti dell’estrema destra Pamini e Quadri abbiano votato contro non meraviglia, essendo l’islamofobia la base della posizione politica dei loro partiti. Se le vittime a Gaza fossero state di razza bianca e cristiane, sarebbero già scesi in piazza da molto tempo. Più sorprendente il fatto che neanche i PLR Giannini e Farinelli abbiano trovato il coraggio di chiedere che venga rispettato il diritto umanitario internazionale. Di fronte a quanto sta capitando a Gaza, una vera vergogna. Speriamo che gli elettori ticinesi non lo dimentichino alle prossime elezioni.

PS. Farinelli fa parte del gruppo parlamentare CH-Israele, che ha programma sionista duro e puro.