Il più grosso fu quando si schierò con la destra al momento del referendum contro la pessima riforma EFAS della LAMal, referendum portato avanti dalle forze di sinistra e soprattutto dai sindacati. Fu un sostegno molto attivo, con tanto di foto negli annunci pubblicitari assieme a tutta la peggior destra del cantone. E sulla Palestina per molto tempo non la si è sentita, nonostante il genocidio avanzasse e sconvolgesse tutte le forze di sinistra.
Ora quale presidente della deputazione ticinese, dopo aver incontrato la direzione delle FFS, oltre al Consiglio di Stato (che sta coraggiosamente combattendo contro la stessa direzione), a proposito della riorganizzazione dei trasporti di FFS Cargo (che costerà molti posti di lavoro al Ticino), la nostra Greta ha bellamente dichiarato che “nell’attuale quadro normativo non c’è modo di bloccare questa riorganizzazione”. Affermazioni simili sarebbero comprensibili nella bocca dei grandi capi delle FFS, ma vista anche l’opposizione generalizzata in Ticino, il minimo che un parlamentare ticinese dovrebbe sapere è che il quadro normativo non è un dogma, ma qualcosa che si può cambiare, anche attraverso la lotta. Ricordiamoci di cosa era capitato grazie allo sciopero delle Officine.
Greta sembra avere sempre più comprensione per le decisioni dei grandi capi che non per le volontà ed i problemi dei lavoratori: un’affermazione simile, di comprensione per la decisione della direzione delle Poste, l’aveva già fatta di fronte al trasferimento di posti di lavoro nel settore dell’informatica verso il Portogallo. Per quanto possa contare, è improbabile che il ForumAlternativo ripeta nel 2027 la stessa operazione del 2023.
PS: L’intervista ne La Regione (27.11.2025) dove spiega l’uscita del sindacato Transfair, da lei presieduto, dal comitato contro lo smantellamento di FFS Cargo, rappresenta l’apice di questa deriva.

