Difatti la nostra borghesia ed i loro lacchè dei partiti borghesi in 150 anni, cioè da quando Napoleone ci ha liberati dal giogo dei Balivi, non sono stati capaci di sviluppare neanche uno straccio di industrializzazione. Nonostante ciò, in Ticino c’è chi fa di tutto per trattare male i turisti. Non parliamo ovviamente di qualche cameriere che, essendo sottoposto a turni durissimi con una paga da fame, ogni tanto risponde non per la quale. Parliamo di lor signori, i proprietari della funicolare Locarno-Madonna del Sasso-Orselina, tratta assolutamente necessaria per permettere ai turisti l’accesso alla zona paradisiaca di Cardada, frequentatissima durante l’alta stagione.

Come si vede dalla foto sotto, la funicolare non accetta né l’abbonamento generale né tantomeno l’abbonamento a metà prezzo. Ora tutti sanno che soprattutto per gli svizzeri tedeschi avere l’abbonamento a metà prezzo (e talora l’abbonamento generale) è una cosa del tutto naturale, quasi come quella di possedere il passaporto svizzero. La domanda quindi che il turista svizzero tedesco si fa, quando gli si dice che il suo abbonamento a metà prezzo non è valido, è “ma siamo in Svizzera o in Sicilia?”. Inutile aggiungere che poi si incavola da morire. Come per il disastro della navigazione sul Lago Maggiore, questa è un’altra piaga che le nostre autorità devono assolutamente risolvere. Vista l’importanza della funicolare anche per la popolazione indigena, ci sono tutti gli estremi per un esproprio, e le FART sarebbero ben liete di gestirla.