Ora ha presentato nel nome del gruppo PLR una mozione, che il CdT (11.09.2024) riassume sotto il titolo “Più concorrenza, meno costi”. E qui comincia già a cascare l’asino. Difatti l’esperienza mondiale insegna (USA docet in primis) che più concorrenza si inietta nel sistema sanitario, più i costi aumentano.
Questo perché come lo stesso Quadranti poi riconosce “il sistema sanitario non obbedisce alle solite leggi del libero mercato”. Però non si accorge che ciò non è del tutto esatto: difatti il mercato sanitario si contraddistingue appunto per il fatto che a dominare non sia la domanda, ma l’offerta, ed è per questo che più concorrenza ci si mette, più i costi salgono. Sicuramente non, come sembra invece pensare Quadranti, perché “i prezzi non sono adeguati in base al mercato, ma sono imposti dallo stato”. Per fortuna: perché, se no, come capita nei paesi del Terzo Mondo (dove spesso lo stato non impone niente), la sanità è riservata solo a chi può pagarsela.
Il resto della mozione si concentra su una serie di concetti fumosi, estremamente lontani dalla realtà, a partire dal fatto di discutere del valore creato dalle varie prestazioni per il paziente e della necessità di un benchmarking qualitativo.
Concetti che sono in fondo fumo negli occhi per preservare la situazione com’è oggi. Difatti Quadranti le sue pro poste le desume da uno studio di Avenir Suisse, il think tank liberale (di destra) finanziato dalle maggiori multinazionali svizzere. Tra queste quelle farmaceutiche: ricordiamoci che dagli ultimi dati risulta che più di un terzo dell’aumento dei costi nel settore della sanità è dovuto all’esplosione dei prezzi dei farmaci (questi purtroppo non controllati dallo stato!!), mentre il sempre citato fattore demografico è responsabile per meno di un settimo.
Le soluzioni per la crisi nel sistema sanitario svizzero so no ben altre e le abbiamo illustrate già varie volte in questi Quaderni. Ma ci ripeteremo presto. Forse, anche per Quadri, vale il vecchio, repetita iuvant.
Almeno lo speriamo.

