50 anni fa NHS veniva riconosciuto da tutti per la sua qualità eccellente, gli ospedali britannici erano i migliori al mondo come qualità media, da tutta l’Europa (anche dalla Svizzera!) si andava a Londra o a Manchester per imparare la buona medicina. Poi arrivò la signora Thatcher e l’ondata neoliberale, che cominciò a strozzare gli ospedali pubblici, facendo posto alle cliniche private. Questa fu una delle tante misure antisociali per cui oggi la differenza dell’aspettativa di vita tra i più ricchi e i più poveri in Gran Bretagna è ritornata ad essere quella di 100 anni fa. In certe città del nord dell’Inghilterra o della Scozia, la differenza può essere anche di 20-25 anni. E nel frattempo NHS è diventato un disastro: tempi d’attesa infiniti, infermieri/e che sfuggono, risultati disastrosi. Il nuovo governo laburista (vedi: “Starmer, Primo Ministro grazie alla strana democrazia all’inglese”, Quaderno n. 50) ha ordinato un’inchiesta approfondita sullo stato del NHS. La stampa britannica ha recentemente riportato una prima conclusione: sarebbero quasi 15.000 ogni anno di morti dovuti alle liste d’attesa. Non c’è dubbio che il rapporto definitivo, che sarà redatto sotto la guida dell’oncologo Ara Darzi (chirurgo di fama internazionale), ce ne racconterà delle belle. Si fa per dire….

