Molto si è scritto sulla vittoria a valanga e di portata storica del nuovo capo del laburismo inglese Keir Starmer all’inizio di luglio. Molti hanno insistito sul fatto che questa vittoria è avvenuta grazie al fatto che Starmer (che aveva giocato tra l’altro come procuratore un ruolo poco onorevole nella storia di Assange) ha finalmente spostato il partito laburista nuovamente verso il centro, come fece Tony Blair. Naturalmente si è taciuto il fatto che ha in pratica espulso dal partito laburista tutta la sinistra, a cominciare da Jeremy Corbyn e Ken Loach. La realtà è che le elezioni sono state piuttosto perse dai conservatori, ormai un partito disastrato, anche perché buona parte del suo elettorato più reazionario ha votato per Nigel Farage, il fascistoide che ha raccolto ben il 14% dei voti! Da lì poi i tumulti razzisti dell’estate inglese. In realtà Starmer ha raccolto mezzo milione di voti in meno di quelli che aveva raccolto Corbyn, quando aveva perso! Oltretutto, grazie alla molto poco democratica legge elettorale inglese (turno unico, il primo di ogni circoscrizione “prende tutto”), Starmer è riuscito a conquistare il 63% dei seggi avendo solo il 33% dei voti! Ricordiamoci che la Dama di Ferro Lady Thatcher aveva sempre governato con circa il 40% dei voti: cioè, quasi due terzi del paese le era contrario! Una legge elettorale che, se fosse promulgata in Venezuela da Maduro, farebbe gridare alla dittatura e allo scandalo tutti i nostri media. Invece la Gran Bretagna viene tuttora considerata una delle culle della democrazia… Da sperare che almeno Starmer non finisca come Tony Blair, che per aver combattuto al fianco di Bush la criminale guerra d’aggressione all’Iraq, avrebbe di per sé dovuto finire davanti ai tribunali dell’Aja.

