La nostra opinione pubblica (ma non necessariamente i nostri media) era già stata scandalizzata quando Washington e Londra hanno deciso di fornire a Kiev bombe a grappolo, conosciute per creare dei disastri umani immensi anche dopo molto tempo da quando sono state usate.

Ma a settembre si è fatto un nuovo passo verso l’orrore totale: Washington ha rivendicato d’essere pronti a fornire a Kiev armi all’uranio impoverito. Forse vale la pena di ricordare come queste armi abbiano provocato parecchi morti, soprattutto per cancro e malattie autoimmuni, in Serbia anche molti anni dopo che erano state usate durante la guerra d’aggressione della NATO a Belgrado. Guerra, tra l’altro, anche ciò sempre dimenticato dai nostri media, contraria al diritto internazionale. 

Già oggi l’esercito ucraino, a parte la copertura aerea ancora insufficiente (presto però arriveranno gli F16) è molto meglio equipaggiato che non l’esercito russo, parecchio invecchiato ed azzoppato, tant’è vero che dal punto di vista delle armi convenzionali è sicuramente inferiore p.es. all’esercito turco. Il pericolo in questa guerra viene però dal fatto che la Russia è tuttora la seconda potenza nucleare mondiale e che quindi ciò potrebbe facilmente portare, se si arriva ad un’ulteriore escalation, all’olocausto atomico.

Non è neanche ben chiaro perché all’Ucraina si forniscono queste armi, tra l’altro vietate dagli accordi tra la stragrande maggioranza delle nazioni. Forse perché la Russia ha più soldati a disposizione e quindi si vuole creare un clima di terrore massimo? Sono questi i valori della democrazia occidentale per cui Washington, Londra e la NATO continuano a sostenere che bisogna battersi sino all’ultimo soldato ucraino per sconfiggere la Russia?