Salvo il Partito Liberale (sul tema non hanno quasi aperto bocca neanche Pamini e Morisoli: colpo di un calore estivo?), tutti si sono lamentati che dopo tante declamazioni, in queste proposte non si sgrava per niente il tanto corteggiato ceto medio. La proposta ha suscitato le ire del direttore della Regione Daniel Ritzer, a cui ha risposto (21 luglio 2023 La Regione) il presidentone Speziali: in una breve nota lo stesso Ritzer ha poi definito la posizione del presidente PLR come “ultra liberale”. Aggiungiamo noi: con Speziali si ritorna ad una posizione masoniana al quadrato.

Dalla risposta di Speziali togliamo però una chicca. Cercando di difendersi contro l’accusa d’aver dimenticato il ceto medio, controbatte dicendo che loro invece sempre lo sostengono “lo abbiamo dimostrato sottoscrivendo e sostenendo l’introduzione della deduzione fiscale dei premi di casse malati per i figli” su cui abbiamo votato lo scorso 18 giugno dove il referendum per poco non ha vinto, soprattutto perché l’impegno della Sinistra e dei sindacati è stato a dir poco limitato. Tutti i calcoli economici avevano chiaramente dimostrato che quella deduzione per il ceto medio (soprattutto per quello veramente medio o medio-basso) era una pura fregatura, perché si trattava di poche decine di franchi all’anno, mentre favoriva naturalmente ancora una volta i contribuenti ricchi.

Oltretutto, le perdite fiscali per il cantone indurranno probabilmente quest’ultimo ad abbassare ancora i limiti entro i quali si possono ottenere sussidi per pagare i premi delle casse malati: un’altra fregatura per il ceto medio-basso.

Ricordiamo, qualora il presidente Speziali non lo abbia ancora capito che è proprio il ceto medio-basso ad essere la vittima sacrificale del sistema che Liberali, UDC e cassamalatari continuano ad imporci, un sistema dove tutti pagano lo stesso premio di cassa malati, che uno sia miliardario o ferroviere. In tutti gli altri paesi civili invece i costi della sanità vengono pagati proporzionalmente al reddito. Qua invece i ricchi 
pagano molto, ma molto meno e quindi a pagare molto di più è il ceto medio, ma soprattutto quello che si trova appena al di sopra dei limiti al di sotto dei quali si può avere accesso ai sussidi.

La demagogia di Speziali sarebbe sicuramente piaciuta anche alla Meloni.