Queste lungaggini e soprattutto il fatto che molto spesso vengano ripetutamente richiesti gli stessi documenti, fanno sorgere il fondato dubbio che si cerchi di “sfiancare” i richiedenti, di modo che almeno alcuni di essi poi rinunceranno, perché non ne possono più di queste angherie burocratiche.
Il nostro articoletto ha suscitato varie reazioni, che hanno portato la direzione dell’istituto a pubblicare un comunicato stampa, nel quale si scusa per questi ritardi, secondo loro giustificati dal fatto che sono stati sorpresi dal grande aumento delle richieste di sussidi per l’anno 2023. Ma questa giustificazione è più che ridicola. Infatti, tutti i ticinesi erano al corrente dell’enorme aumento (in media del 10%) dei premi di casse malati per il 2023. Quindi è evidente che un numero molto più grande di persone nel nostro cantone non avrebbe più avuto la capacità finanziaria per pagare i premi di casse malati e che quindi le richieste sarebbero notevolmente aumentate. “Giustificazione” suona più o meno come se qualcuno, pur sapendo che MeteoSuisse ha diramato un’allerta di grado 4 di piogge torrenziali, rientrasse a casa fradicio giustificandosi con il fatto di non aver pensato di prendere l’ombrello.
A quanto abbiamo potuto appurare, sembra però che i burocrati dello IAS, nel frattempo, si siano dati una mossa. Almeno una consolazione, una volta ogni tanto.

